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Dati principali

1 Relazione sulla gestione

1.1 Finalità della relazione sulla gestione della BCE

La relazione sulla gestione[1] ha lo scopo di fornire informazioni di contesto relative al bilancio della BCE, di cui costituisce parte integrante[2]. Poiché le attività e le operazioni condotte dalla BCE sono finalizzate a sostenere i suoi obiettivi, la situazione finanziaria e il risultato economico della Banca vanno considerati in questa ottica.

La relazione illustra pertanto le principali funzioni e attività svolte dalla BCE e il loro impatto sul bilancio. Inoltre analizza i principali andamenti dello stato patrimoniale e del conto economico nel corso dell’esercizio e offre informazioni sul patrimonio netto della BCE. Infine, descrive il contesto in cui opera la BCE in termini di esposizione a rischi specifici indicando al tempo stesso le politiche di gestione adottate per la loro mitigazione.

1.2 Funzioni e attività principali

La BCE fa parte dell’Eurosistema, che comprende, oltre alla BCE, anche le banche centrali nazionali (BCN) degli Stati membri dell’Unione europea (UE) la cui moneta è l’euro[3]. L’obiettivo primario dell’Eurosistema è il mantenimento della stabilità dei prezzi. La BCE svolge le proprie funzioni come descritto nel Trattato sul funzionamento dell’Unione europea[4] e nello Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (Statuto del SEBC)[5] (figura 1). Essa conduce le proprie attività al fine di assolvere il proprio mandato e non allo scopo di generare utili.

Figura 1

Funzioni principali della BCE

Le operazioni di politica monetaria dell’Eurosistema sono rilevate nei bilanci della BCE e delle BCN dei paesi dell’area dell’euro, in linea con il principio di attuazione decentrata della politica monetaria nell’ambito dell’Eurosistema. La tavola 1 offre una visione di insieme delle principali operazioni e funzioni svolte dalla BCE per assolvere il proprio mandato e del loro impatto sul bilancio della Banca.

Tavola 1

Attività principali della BCE e impatto sul bilancio

Attuazione della politica monetaria

Conduzione delle operazioni in cambi e gestione delle riserve ufficiali

Promozione del regolare funzionamento dei sistemi di pagamento

Contributo alla sicurezza e alla solidità del sistema bancario nonché alla stabilità del sistema finanziario

Altro

1) Ulteriori dettagli sugli strumenti di politica monetaria dell’Eurosistema e, più specificamente, sulle operazioni di mercato aperto sono reperibili nel sito Internet della BCE.
2) Per maggiori informazioni sulle operazioni di prestito titoli si rimanda al sito Internet della BCE.
3) Ulteriori dettagli sulle linee di swap in valuta sono reperibili nel sito Internet della BCE.
4) Per maggiori informazioni sulle operazioni dell’Eurosistema finalizzate all’erogazione di liquidità in euro a fronte di garanzie idonee si rinvia al sito Internet della BCE.
5) Ulteriori dettagli su Target sono disponibili nel sito Internet della BCE.
6) I sistemi ancillari sono infrastrutture dei mercati finanziari alle quali il Consiglio direttivo ha consentito l’accesso alla componente Target-ECB, a condizione del soddisfacimento dei requisiti di cui alla Decisione (UE) 2022/911 della BCE, del 19 aprile 2022, relativa ai termini e alle condizioni di Target-ECB e che abroga la decisione BCE/2007/7 (BCE/2022/22) (GU L 163 del 17.6.2022, pag. 1) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui. Maggiori dettagli sui sistemi ancillari sono reperibili nel sito Internet della BCE.

1.3 Andamenti finanziari

1.3.1 Stato patrimoniale

Nel periodo 2019-2022 lo stato patrimoniale della BCE ha mostrato un incremento significativo, determinato soprattutto dagli acquisti definitivi di titoli da parte della BCE nel contesto dell’attuazione della politica monetaria dell’Eurosistema (grafico 1). In particolare, i principali fattori della notevole espansione nel 2020 e nel 2021 sono stati gli acquisti netti di titoli nell’ambito del Programma di acquisto di attività (PAA)[6] e l’avvio del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (pandemic emergency purchase programme, PEPP)[7] nel marzo 2020. Gli acquisti netti di titoli dei portafogli del PEPP e del PAA sono terminati rispettivamente alla fine di marzo e il 1° luglio 2022, dando luogo a un incremento più moderato dello stato patrimoniale della BCE durante il 2022.

Grafico 1

Principali componenti dello stato patrimoniale della BCE

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Nel 2023 lo stato patrimoniale della BCE ammonta a 674,5 miliardi di euro, evidenziando una diminuzione di 24,4 miliardi di euro principalmente dovuta alla graduale riduzione del portafoglio del PAA a seguito dei reinvestimenti solo parziali del capitale rimborsato sui titoli in scadenza tra marzo e giugno 2023 e della loro completa cessazione a luglio 2023.

I titoli denominati in euro acquistati per finalità di politica monetaria costituiscono il 63% delle attività della BCE a fine 2023. In questa voce di bilancio la BCE iscrive i titoli acquistati nell’ambito del Programma per il mercato dei titoli finanziari (Securities Markets Programme, SMP), del CBPP3, dell’ABSPP, del PSPP e del PEPP. I titoli relativi ai programmi menzionati sono valutati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore.

Sulla base delle relative decisioni del Consiglio direttivo, l’Eurosistema ha continuato a reinvestire interamente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nell’ambito del PEPP nel corso dell’anno e nell’ambito del PAA sino alla fine di febbraio 2023. Dall’inizio di marzo alla fine di giugno 2023, l’Eurosistema ha effettuato solo reinvestimenti parziali nell’ambito del PAA, che sono quindi terminati a luglio 2023. A seguito di tali decisioni, il portafoglio dei titoli detenuti dalla BCE per finalità di politica monetaria è diminuito di 31,9 miliardi di euro collocandosi a 425,3 miliardi (grafico 2); le consistenze del PSPP, dell’ABSPP e del CBPP3 nell’ambito del PAA hanno registrato rispettivamente una flessione di 18,0 miliardi di euro, di 9,5 miliardi e di 1,6 miliardi riconducibile ai rimborsi. Il portafoglio del PEPP si è ridotto di 2,6 miliardi di euro, principalmente per l’impatto netto dell’ammortamento dei premi e degli sconti[8] sui titoli detenuti.

Il Consiglio direttivo intende[9] continuare a reinvestire interamente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP nella prima parte del 2024. Il Consiglio direttivo intende ridurre, a livello di Eurosistema, il portafoglio del PEPP di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, nella seconda parte dell’anno e terminare i reinvestimenti alla fine del 2024. Il Consiglio direttivo continuerà a reinvestire in modo flessibile il capitale rimborsato sui titoli in scadenza del portafoglio del PEPP, per contrastare i rischi per il meccanismo di trasmissione della politica monetaria riconducibili alla pandemia.

Grafico 2

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Per i programmi attivi, ovvero il PAA e il PEPP, i titoli detenuti dalla BCE per finalità di politica monetaria a fine 2023 presentano un profilo delle scadenze diversificato[10] (grafico 3).

Grafico 3

Profilo per scadenze del PAA e del PEPP

Fonte: BCE.
Nota: per i titoli garantiti da attività il profilo per scadenze si basa sulla vita media ponderata dei titoli anziché sulla data di scadenza contrattuale.

Nel 2023 il controvalore totale in euro delle riserve in valuta della BCE, costituite da oro, diritti speciali di prelievo, dollari statunitensi, yen giapponesi e renminbi cinesi, è aumentato di 3,3 miliardi di euro raggiungendo 87,7 miliardi.

Il controvalore in euro delle disponibilità e dei crediti in oro della BCE, pari a 30,4 miliardi di euro a fine 2023 (grafico 4), mostra un incremento di 2,7 miliardi di euro dovuto principalmente al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro. Tale incremento ha determinato anche un corrispondente aumento dei conti di rivalutazione dell’oro della BCE (cfr. la sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”). Inoltre, a seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia con effetto dal 1° gennaio 2023, la Hrvatska narodna banka ha trasferito alla BCE oro per un controvalore di 96 milioni di euro.

Grafico 4

Disponibilità in oro e prezzo dell’oro

(scala di sinistra: miliardi di euro; scala di destra: euro per oncia fina di oro)

Fonte: BCE.
Nota: i “conti di rivalutazione dell’oro” non includono i contributi delle banche centrali dei paesi che hanno aderito all’area dell’euro dopo il 1° gennaio 1999 ai conti di rivalutazione dell’oro cumulati della BCE alla data precedente al loro ingresso nell’Eurosistema.

Il controvalore in euro delle attività in valuta estera[11] (dollari statunitensi, yen giapponesi e renminbi cinesi) detenute dalla BCE è aumentato di 0,2 miliardi di euro collocandosi a 55,2 miliardi (grafico 5), principalmente a seguito dei proventi percepiti durante l’anno, soprattutto sul portafoglio in dollari statunitensi. Inoltre, a seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia con effetto dal 1° gennaio 2023, la Hrvatska narodna banka ha trasferito alla BCE riserve ufficiali denominate in dollari statunitensi per un controvalore di 544 milioni di euro. L’incremento del valore totale delle attività in valuta estera è stato parzialmente compensato soprattutto dal deprezzamento del dollaro statunitense e dello yen giapponese nei confronti dell’euro.

Grafico 5

Attività in valuta estera

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Le attività in dollari statunitensi sono la componente principale del portafoglio in valuta estera della BCE, rappresentando l’81% del totale a fine 2023.

La BCE gestisce l’attività di investimento delle proprie riserve in valuta applicando un metodo a tre fasi. In primo luogo, la funzione di gestione dei rischi della BCE definisce un portafoglio di benchmark strategico e lo sottopone al Consiglio direttivo per l’approvazione. In una seconda fase i gestori dei portafogli della BCE elaborano un benchmark tattico, approvato dal Comitato esecutivo. Infine le operazioni di investimento correnti sono condotte a livello decentrato dalle BCN.

Le riserve valutarie della BCE sono principalmente investite in titoli e depositi del mercato monetario oppure sono detenute in conti correnti (grafico 6). I titoli presenti in questo portafoglio sono valutati ai prezzi di mercato di fine esercizio.

Grafico 6

Composizione degli investimenti in valuta estera

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Le riserve valutarie della BCE servono a finanziare eventuali interventi sul mercato dei cambi. La loro gestione è quindi svolta in funzione di tre obiettivi (in ordine di priorità): liquidità, sicurezza e rendimento. Di conseguenza, questo portafoglio si compone in gran parte di titoli a breve scadenza (grafico 7).

Grafico 7

Profilo per scadenze dei titoli denominati in valuta estera

Fonte: BCE.

Il valore del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri, pari a 22,1 miliardi di euro (grafico 8), è aumentato di 1,0 miliardi di euro principalmente a seguito (1) del reinvestimento degli interessi attivi generati dal portafoglio e (2) dell’incremento del valore di mercato dei titoli denominati in euro inclusi nel portafoglio dovuto al calo dei rendimenti obbligazionari nell’area dell’euro a fine esercizio (grafico 17).

Il portafoglio si compone per la maggior parte di titoli denominati in euro che sono valutati ai prezzi di mercato di fine esercizio. Nel 2023 i titoli di Stato rappresentano una quota pari al 77% del portafoglio complessivo.

La quota degli investimenti verdi nel portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri ha continuato a crescere passando dal 13% al 20% tra fine 2022 e fine 2023. La BCE intende incrementare ulteriormente tale quota nei prossimi anni[12]. Dal 2021 agli acquisti di obbligazioni verdi nel mercato secondario si aggiungono gli investimenti nel fondo di obbligazioni verdi denominate in euro per le banche centrali introdotto dalla Banca dei regolamenti internazionali nel gennaio 2021.

Grafico 8

Portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.

Il portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE è costituito prevalentemente dagli investimenti del capitale versato e delle consistenze del fondo di riserva generale e del fondo rischi finanziari. La finalità del portafoglio è fornire un reddito che contribuisca a finanziare le spese operative della BCE che non sono connesse alle funzioni di vigilanza[13]. Il portafoglio è investito in attività denominate in euro, rispettando i limiti imposti dal sistema di controllo dei rischi. La struttura per scadenze risulta quindi più differenziata (grafico 9) rispetto a quella del portafoglio delle riserve valutarie.

Grafico 9

Profilo per scadenze del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE

Fonte: BCE.

A fine 2023 il valore complessivo delle banconote in euro in circolazione, pari a 1.567,7 miliardi di euro, è rimasto sostanzialmente invariato rispetto al livello di fine 2022. Alla BCE è attribuita una quota dell’8% del valore totale dei biglietti in euro in circolazione, che ammonta a 125,4 miliardi di euro a fine esercizio. Non emettendo banconote, la BCE detiene crediti interni all’Eurosistema verso le BCN dei paesi dell’area dell’euro per un importo equivalente al valore dei biglietti in circolazione a essa assegnati.

Nel 2023 le passività interne all’Eurosistema della BCE sono aumentate di 89,6 miliardi di euro portandosi a 445,0 miliardi. Queste comprendono soprattutto il saldo netto Target delle BCN dei paesi dell’area dell’euro nei confronti della BCE e le passività della BCE relative alle riserve ufficiali a essa trasferite dalle BCN al momento dell’adesione all’Eurosistema.

L’andamento di questa voce è riconducibile soprattutto all’evoluzione del saldo passivo netto Target. I principali fattori che hanno contribuito alle variazioni del saldo passivo netto Target nel periodo 2019-2023 sono gli acquisti e i rimborsi dei titoli detenuti per finalità di politica monetaria, regolati sui conti Target, nonché le variazioni delle passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro (grafico 10). Nel 2023 i flussi di liquidità in entrata derivanti dai rimborsi di tali titoli sono stati inferiori rispetto a quelli in uscita relativi alla riduzione delle passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro, determinando così un incremento complessivo del saldo passivo netto Target.

Grafico 10

Saldo netto Target interno all’Eurosistema, passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro e titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: ai fini di questo grafico le “Passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro” consistono delle “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro”, delle “Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro” e delle “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”.

Nel 2023 le altre passività della BCE si sono ridotte di 107,7 miliardi di euro portandosi a 58,0 miliardi, per effetto della contrazione delle passività denominate in euro nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro. Nello specifico, si è registrata una diminuzione (1) dei depositi accettati dalla BCE nel suo ruolo di agente finanziario[14], (2) dei saldi dei sistemi ancillari esterni all’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB e (3) del contante ricevuto in garanzia per il prestito di titoli del settore pubblico detenuti nell’ambito del PSPP e del PEPP.

1.3.2 Patrimonio netto

Il patrimonio netto della BCE è costituito dal capitale, dagli importi detenuti nel fondo rischi finanziari e nel fondo di riserva generale, dai conti di rivalutazione[15], dalle perdite accumulate negli esercizi precedenti e dall’utile / dalla perdita dell’esercizio[16].

A fine 2023 il patrimonio netto della BCE ammonta a 44,5 miliardi di euro (grafico 11), importo inferiore di 7,0 miliardi di euro rispetto a fine 2022 per effetto delle perdite subite nell’anno. Il fondo rischi finanziari è stato utilizzato interamente per ripianare parte di queste perdite, riducendo a 1,3 miliardi di euro la perdita dell’esercizio. La diminuzione del patrimonio netto della BCE dovuta alle perdite del 2023 è stata parzialmente compensata (1) dall’incremento dei conti di rivalutazione, ascrivibile soprattutto al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro nel 2023, e (2) dai contributi della Hrvatska narodna banka al capitale versato, ai conti di rivalutazione e al fondo rischi finanziari, a seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia con effetto dal 1° gennaio 2023.

Grafico 11

Patrimonio netto della BCE

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: i “conti di rivalutazione” includono le plusvalenze totali risultanti dalla valutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli; non vi rientra invece il conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro.

La tavola 2 presenta le variazioni del patrimonio netto della BCE durante l’anno.

Tavola 2

Patrimonio netto della BCE

(milioni di euro)

Capitale

Fondo rischi finanziari

Conti di rivalutazione

Utile/(perdita) dell’esercizio

Patrimonio netto totale

Saldo al 31 dicembre 2022

8.880

6.566

36.118

-

51.564

Versamento da parte della Hrvatska narodna banka dell’importo rimanente della quota di sottoscrizione del capitale

69

69

Contributo della Hrvatska narodna banka al fondo rischi finanziari

53

53

Conti di rivalutazione

743

Oro

2.634

Valuta estera

(2.562)

Titoli e altri strumenti

378

Contributo della Hrvatska narodna banka ai conti di rivalutazione1

293

Utilizzo del fondo rischi finanziari

(6.620)

(6.620)

Perdita dell’esercizio

(1.266)

(1.266)

Saldo al 31 dicembre 2023

8.948

-

36.861

(1.266)

44.543

1) A seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia, la Hrvatska narodna banka ha contribuito ai saldi di tutti i conti di rivalutazione della BCE al 31 dicembre 2022. È escluso il contributo al conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro, in linea con la definizione di “Conti di rivalutazione” in questa sezione.

Le plusvalenze non realizzate su oro e valute estere, nonché le plusvalenze non realizzate sui titoli soggetti a rivalutazione da prezzo non sono imputate al conto economico come componenti positive di reddito, ma iscritte direttamente nei conti di rivalutazione, esposti al passivo dello stato patrimoniale della BCE. I saldi di questi conti possono essere utilizzati per assorbire l’impatto di eventuali future oscillazioni sfavorevoli dei rispettivi prezzi e/o cambi e rafforzano pertanto la capacità della BCE di fronteggiare i rischi. A fine 2023 i conti di rivalutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli ammontano a 36,9 miliardi di euro, registrando un aumento di 0,7 miliardi di euro riconducibile principalmente all’incremento dei conti di rivalutazione dell’oro per effetto del rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro. I conti di rivalutazione delle valute estere sono diminuiti soprattutto a seguito del deprezzamento del dollaro statunitense e dello yen giapponese nei confronti dell’euro (grafico 12).

Grafico 12

Principali tassi di cambio e prezzo dell’oro nel periodo 2019-2023

(variazioni percentuali rispetto al 2019; dati di fine anno)

Fonte: BCE.

Tenuto conto dell’esposizione della BCE ai rischi finanziari (cfr. la sezione 1.4.1 “Rischi finanziari”), la Banca può costituire un fondo rischi finanziari da utilizzare nella misura considerata necessaria dal Consiglio direttivo per coprire le perdite derivanti da tale esposizione. La sua dimensione è riesaminata con cadenza annuale in considerazione di una serie di fattori, fra cui l’ammontare di attività rischiose detenute, gli utili o le perdite previsti per l’esercizio successivo e la valutazione dei rischi. L’ammontare del fondo rischi finanziari, sommato al fondo di riserva generale della BCE, non può superare il valore del capitale versato dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro. A fine 2022 il fondo rischi finanziari risultava pari a 6.566 milioni di euro. A seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia, la Hrvatska narodna banka vi ha contribuito per 53 milioni di euro con effetto dal 1° gennaio 2023, facendone aumentare l’importo a 6.620 milioni di euro. A fine 2023, in esito al riesame annuale, il Consiglio direttivo ha deciso di utilizzare l’intero ammontare del fondo rischi finanziari a parziale copertura delle perdite subite durante l’anno. Il Consiglio direttivo potrà deliberare di ricostituire tale fondo, nel contesto del riesame annuale, una volta che la BCE tornerà a registrare utili.

La perdita dell’esercizio della BCE, in seguito all’utilizzo del fondo rischi finanziari, è pari a 1,3 miliardi di euro (cfr. la sezione 1.3.3 “Conto economico”). Il Consiglio direttivo ha deciso di portare a nuovo nel bilancio della BCE tale perdita, che sarà coperta con gli utili degli esercizi successivi.

1.3.3 Conto economico

Il risultato economico della BCE è diminuito gradualmente dal 2019 (grafico 13). Nel 2020 e nel 2021 tale diminuzione è stata determinata principalmente dal minore reddito generato dalle attività in valuta estera e dai titoli detenuti per finalità di politica monetaria. Nel 2022 e nel 2023 la riduzione del risultato economico della BCE è riconducibile prevalentemente al materializzarsi del rischio di tasso di interesse, poiché il rialzo dei tassi nell’area dell’euro ha causato un incremento immediato degli interessi passivi sul saldo passivo netto Target della BCE, mentre gli interessi attivi percepiti dalla Banca non sono aumentati nella stessa misura o allo stesso ritmo (cfr. la sezione 1.4.1 “Rischi finanziari”).

La perdita subita dalla BCE nel 2023, dopo un lungo periodo di utili considerevoli, riflette il ruolo e i necessari interventi di politica monetaria dell’Eurosistema finalizzati ad assolvere il mandato primario di mantenere la stabilità dei prezzi e non ha alcun impatto sulla sua capacità di condurre una politica monetaria efficace. Negli anni passati il bilancio della BCE ha mostrato un incremento significativo, ascrivibile soprattutto agli acquisti di titoli nell’ambito dei programmi di acquisto di attività. Dal lato dell’attivo, la maggior parte dei titoli attualmente detenuti per finalità di politica monetaria è stata acquistata in un periodo di tassi di interesse contenuti ed è caratterizzata da una lunga scadenza e una cedola a tasso fisso. Tali titoli continueranno a generare interessi attivi relativamente bassi, poiché nell’immediato non risentiranno delle variazioni dei tassi di interesse di riferimento della BCE. Al tempo stesso, il regolamento in moneta di banca centrale di tali acquisti tramite Target ha determinato un incremento del saldo passivo netto Target della BCE, che è remunerato al tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali (tasso sulle ORP). Per contrastare l’inflazione nell’area dell’euro, questo tasso è stato innalzato per la prima volta nel 2022, determinando un aumento immediato degli interessi passivi della Banca.

La BCE subirà verosimilmente ulteriori perdite nei prossimi anni, per effetto del materializzarsi del rischio di tasso di interesse, per poi tornare a conseguire utili in modo duraturo. Il verificarsi di tali perdite e la loro entità sono incerti e dipenderanno in gran parte dalla futura evoluzione dei tassi di interesse di riferimento della BCE, nonché dalle dimensioni e dalla composizione del bilancio della Banca. Tuttavia, il capitale e il cospicuo ammontare dei conti di rivalutazione della BCE, complessivamente pari a 45,8 miliardi di euro a fine 2023 (cfr. la sezione 1.3.2 “Patrimonio netto”), evidenziano la sua solidità finanziaria; in ogni caso la BCE può operare efficacemente e assolvere il suo mandato primario di preservare la stabilità dei prezzi indipendentemente dalle eventuali perdite subite.

Grafico 13

Principali componenti del conto economico della BCE

(milioni di euro)

Fonte: BCE.
Nota: la voce “Altri proventi e spese” si compone di “Proventi/spese netti per provvigioni e commissioni”, “Proventi da azioni e partecipazioni”, “Altri proventi” e “Altre spese”.

Nel 2023 la BCE ha utilizzato interamente l’importo di 6.620 milioni di euro del fondo rischi finanziari a parziale copertura delle perdite subite nell’esercizio. Dopo il trasferimento dal fondo la perdita della BCE è pari a 1.266 milioni di euro (zero nel 2022), riconducibile principalmente al significativo ammontare degli interessi passivi netti (grafico 14).

Grafico 14

Determinanti del risultato economico della BCE nel 2022 e nel 2023

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Nel 2023 gli interessi passivi netti della BCE ammontano a 7.193 milioni di euro, a fronte di interessi attivi netti per 900 milioni di euro nel 2022 (grafico 15). Tale risultato è riconducibile soprattutto agli interessi passivi sul saldo passivo netto Target della BCE, ma vi hanno contribuito anche gli altri interessi passivi netti e gli interessi passivi connessi alla remunerazione dei crediti delle BCN dei paesi dell’area dell’euro per il trasferimento delle riserve ufficiali alla BCE. Gli interessi passivi sono stati in parte compensati dall’aumento degli interessi attivi (1) sui crediti della BCE derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema, (2) sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria e (3) sulle riserve valutarie.

Grafico 15

Interessi attivi/(passivi) netti

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Nel 2023 gli interessi attivi netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria sono cresciuti di 1.933 milioni di euro attestandosi a 3.467 milioni (grafico 16), per effetto dei maggiori interessi attivi netti generati dai portafogli del PAA (CBPP3, ABSPP e PSPP) e del PEPP. Nel 2023 gli interessi attivi netti derivanti dal PAA sono aumentati di 1.247 milioni di euro collocandosi a 2.818 milioni, mentre quelli generati dal portafoglio del PEPP sono pari a 600 milioni di euro, a fronte di interessi passivi netti per 103 milioni di euro dell’esercizio precedente. Questa evoluzione è stata determinata principalmente dal significativo incremento dei tassi di interesse e dei rendimenti obbligazionari nell’area dell’euro a partire dal 2022 (grafico 17) che (1) ha consentito di effettuare reinvestimenti nell’ambito del PAA e del PEPP a rendimenti maggiori rispetto ai rendimenti storici dei rispettivi portafogli e (2) ha avuto un effetto positivo sulle cedole dei titoli a tasso variabile (detenuti soprattutto nel portafoglio dell’ABSPP). Anche il calo dell’ammortamento dei premi, in particolare sui titoli del settore pubblico acquistati in passato, ha contribuito a tale incremento. Gli interessi attivi netti generati dall’SMP si sono ridotti di 16 milioni di euro portandosi a 49 milioni, a causa della diminuzione delle consistenze del portafoglio dovuta alla scadenza dei titoli.

Grafico 16

Interessi attivi/(passivi) netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Grafico 17

Rendimento dei titoli di Stato a sette anni nell’area dell’euro

(valori percentuali annui; dati di fine mese)

Fonte: BCE.

Gli interessi attivi netti sulle riserve valutarie sono aumentati di 1.583 milioni di euro collocandosi a 2.382 milioni, soprattutto per effetto dell’incremento degli interessi attivi sui titoli denominati in dollari statunitensi. Il tasso di interesse medio percepito sul portafoglio in dollari statunitensi della BCE è aumentato nel 2023 rispetto all’esercizio precedente a seguito (1) delle vendite e dei rimborsi delle obbligazioni a minore rendimento acquistate in passato e (2) degli acquisti di titoli con rendimenti più elevati grazie al rialzo dei rendimenti obbligazionari in dollari dalla fine del 2021 (grafico 18).

Grafico 18

Rendimento dei titoli di Stato a due anni negli Stati Uniti, in Giappone e in Cina

(valori percentuali annui; dati di fine mese)

Fonte: LSEG.

Nel 2023 gli interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro alla BCE e gli interessi passivi connessi alla remunerazione dei crediti per il trasferimento delle riserve da parte delle BCN sono aumentati rispettivamente di 4.081 milioni di euro, collocandosi a 4.817 milioni, e di 1.133 milioni di euro, portandosi a 1.335 milioni. Tali variazioni sono riconducibili agli aumenti del tasso sulle ORP, che è utilizzato per il calcolo degli interessi su questi saldi. Il tasso sulle ORP ha raggiunto il 4,5% a fine 2023, mentre il tasso medio annuo è aumentato dallo 0,6% nel 2022 al 3,8% nel 2023.

Nel 2023 gli interessi passivi netti sui saldi Target dovuti alle/dalle BCN sono aumentati di 12.161 milioni di euro raggiungendo 14.236 milioni, principalmente per effetto del più elevato tasso medio sulle ORP nel 2023, utilizzato per la remunerazione dei saldi Target interni all’Eurosistema della BCE.

Gli altri interessi passivi netti ammontano a 2.288 milioni di euro nel 2023, mentre nell’esercizio precedente si sono registrati altri interessi attivi netti per 108 milioni di euro. Questa variazione è dovuta soprattutto alla remunerazione dei depositi accettati dalla BCE nel suo ruolo di agente finanziario e dei saldi dei sistemi ancillari dell’area dell’euro. Nella seconda metà del 2022, dopo che i tassi di remunerazione sono divenuti positivi, la BCE ha iniziato a corrispondere interessi in relazione a tali consistenze. Nel 2023 i tassi di remunerazione e il saldo medio di queste voci sono cresciuti ulteriormente determinando un incremento degli interessi passivi, in parte compensati dall’aumento degli interessi attivi sul portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri imputabile ai maggiori rendimenti nell’area dell’euro (grafico 17).

Nel 2023 le perdite nette realizzate su operazioni finanziarie sono diminuite di 4 milioni di euro portandosi a 106 milioni (grafico 19). Tali perdite sono da attribuire principalmente (1) ai premi in essere sui titoli del portafoglio dell’ABSPP che sono stati rimborsati prima della scadenza e (2) alle perdite nette da prezzo realizzate sulle vendite di titoli denominati in dollari statunitensi nella seconda metà del 2023 (grafico 20), il cui valore di mercato ha subito nel periodo l’impatto negativo dell’incremento dei rendimenti obbligazionari in dollari (grafico 18).

Grafico 19

Utili o perdite realizzati su operazioni finanziarie

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Grafico 20

Utili o perdite realizzati trimestralmente su operazioni finanziarie nel 2022 e nel 2023

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

Le minusvalenze non realizzate risultanti dalle valutazioni sono imputate al conto economico a fine esercizio come svalutazioni. Nel 2023 tali svalutazioni ammontano a 38 milioni di euro e derivano soprattutto dalle perdite da prezzo non realizzate su alcuni titoli del portafoglio in dollari statunitensi e del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri. Nel 2022 queste perdite, pari a 1.840 milioni di euro (grafico 21), erano molto più elevate, poiché i rendimenti corrispondenti erano aumentati significativamente, dando luogo a una notevole riduzione del valore di mercato della maggior parte dei titoli detenuti nei due portafogli a fine esercizio.

Grafico 21

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

I costi operativi della BCE, inclusi gli ammortamenti e i servizi di produzione delle banconote, sono aumentati di 48 milioni di euro, collocandosi a 1.272 milioni (grafico 22). L’aumento rispetto al 2022 è principalmente imputabile all’incremento delle spese per il personale in relazione al maggior numero medio dei dipendenti nel 2023, soprattutto nella vigilanza bancaria, e all’incremento delle retribuzioni. Tale aumento è stato in parte compensato dai minori costi relativi ai benefici successivi al rapporto di lavoro, risultanti soprattutto dalla riduzione del costo previdenziale per le prestazioni di lavoro correnti a seguito della valutazione attuariale annuale. Le spese di amministrazione sono cresciute, principalmente a seguito delle maggiori spese per consulenze esterne e del ritorno ai pieni livelli di attività dopo la pandemia, in particolare nella vigilanza bancaria, ma anche dell’impatto dell’inflazione.

Le spese connesse alla vigilanza bancaria sono integralmente coperte dai contributi annuali a carico dei soggetti vigilati. Sulla base delle spese effettive sostenute dalla BCE per l’assolvimento dei compiti di vigilanza bancaria, i proventi relativi ai contributi si sono attestati a 654 milioni di euro nel 2023[17].

Grafico 22

Spese operative e proventi relativi ai contributi per le attività di vigilanza

(milioni di euro)

Fonte: BCE.

1.4 Gestione dei rischi

La gestione dei rischi rappresenta una parte cruciale delle attività della BCE e viene condotta attraverso un processo continuo di: (1) individuazione e valutazione dei rischi, (2) riesame delle strategie e delle politiche concernenti i rischi, (3) attuazione delle misure di mitigazione dei rischi e (4) monitoraggio e segnalazione dei rischi con il supporto, in ciascuna fase, di metodologie, processi e sistemi efficaci.

Figura 2

Ciclo di gestione dei rischi

Le sezioni seguenti esaminano i rischi, le rispettive fonti e i sistemi di controllo applicabili.

1.4.1 Rischi finanziari

Il Comitato esecutivo propone le politiche e le procedure volte ad assicurare un adeguato livello di protezione dai rischi finanziari a cui è esposta la BCE. Il Comitato per la gestione dei rischi (Risk Management Committee, RMC), che riunisce esperti delle banche centrali dell’Eurosistema, contribuisce al monitoraggio, alla misurazione e alla rendicontazione dei rischi finanziari inerenti al bilancio dell’Eurosistema e definisce e rivede i modelli e le metodologie applicabili. In questo modo l’RMC coadiuva gli organi decisionali nell’assicurare un adeguato livello di protezione per l’Eurosistema.

I rischi finanziari emergono in relazione alle operazioni della BCE e alle connesse esposizioni. I meccanismi di controllo dei rischi e i limiti di esposizione applicati dalla BCE per gestire il proprio profilo di rischio differiscono a seconda del tipo di operazione, riflettendo gli obiettivi di policy o di investimento dei vari portafogli e le caratteristiche di rischio delle attività sottostanti.

Per il monitoraggio e la valutazione dei rischi, la BCE si avvale di tecniche di stima messe a punto dai propri esperti. Queste tecniche si basano su un modello di simulazione congiunta dei rischi di mercato e di credito. I modelli, le tecniche e le ipotesi adottati per la misurazione dei rischi sono ricavati dagli standard di settore e dai dati di mercato disponibili. Solitamente i rischi sono quantificati tramite l’expected shortfall (ES)[18], stimata al livello di confidenza del 99% su un orizzonte temporale di un anno. Per il calcolo dei rischi si utilizzano due approcci: (1) l’approccio contabile, in base al quale i conti di rivalutazione della BCE sono considerati come una riserva ai fini della stima dei rischi, conformemente alle norme contabili applicabili, e (2) l’approccio finanziario, in base al quale i conti di rivalutazione non costituiscono una riserva ai fini del calcolo dei rischi. Inoltre la BCE utilizza anche ulteriori misure di rischio con diversi livelli di confidenza, esegue analisi di sensitività e degli scenari di stress, effettua stime degli utili e dei rischi a lungo termine per avere una visione complessiva dei rischi[19].

Nel corso dell’esercizio sono diminuiti i rischi totali della BCE. A fine 2023 i rischi finanziari totali per il bilancio della BCE misurati dall’ES con un livello di confidenza del 99% su un orizzonte di un anno, in linea con l’approccio contabile, ammontano a 16,7 miliardi di euro, importo inferiore di 1,6 miliardi di euro rispetto alla stima dei rischi a fine 2022 (grafico 23). La diminuzione dei rischi riflette la riduzione delle consistenze della BCE nell’ambito del PAA, riconducibile inizialmente al reinvestimento solo parziale del capitale rimborsato sui titoli in scadenza tra marzo e giugno 2023 e, in seguito, alla completa cessazione dei reinvestimenti a partire da luglio 2023.

Grafico 23

Rischi finanziari totali (ES al 99%, approccio contabile)

(miliardi di euro)

Fonte: BCE.
Nota: a fine 2023 i rischi finanziari totali sono stati calcolati in linea con la metodologia aggiornata, in base alla quale anche il rischio di tasso di interesse derivante dai disallineamenti fra il tasso di interesse percepito sulle attività e quello dovuto sulle passività è stato considerato come fattore di rischio nel calcolo dell’ES al 99%, in aggiunta al regolare monitoraggio delle stime sull’utile netto. La stima per il 2022 è stata ricalcolata a fini di confronto.

L’esposizione al rischio di credito deriva dai portafogli detenuti dalla BCE per finalità di politica monetaria, dal portafoglio in euro detenuto a fronte dei fondi propri e dalle riserve valutarie. Sebbene i titoli detenuti per finalità di politica monetaria siano valutati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore e non siano quindi soggetti, in assenza di vendite, a variazioni di prezzo associate al rischio di migrazione, restano comunque esposti al rischio di default. Il portafoglio in euro a fronte dei fondi propri e le riserve valutarie sono valutati ai prezzi di mercato e sono pertanto soggetti al rischio di migrazione e al rischio di default. Il rischio di credito è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2022.

Il rischio di credito è mitigato principalmente tramite l’applicazione di criteri di idoneità, procedure di due diligence e limiti di esposizione che differiscono da un portafoglio all’altro.

I rischi di cambio e di prezzo delle materie prime derivano dalle riserve in valuta e dalle disponibilità in oro della BCE. Il rischio di cambio è rimasto sostanzialmente stabile rispetto al 2022.

Dato il ruolo di queste attività, la BCE non copre i relativi rischi di cambio e di prezzo delle materie prime, che sono invece mitigati dalla presenza di conti di rivalutazione e da una diversificazione su più valute e sull’oro.

Il portafoglio relativo alle riserve in valuta e il portafoglio in euro detenuto a fronte dei fondi propri della BCE sono investiti principalmente in titoli a reddito fisso e sono soggetti al rischio di tasso di interesse connesso alla valutazione ai prezzi di mercato (mark-to-market). Le riserve valutarie detenute dalla BCE sono investite soprattutto in attività con scadenze relativamente brevi (cfr. il grafico 7 nella sezione 1.3.1 “Stato patrimoniale”), mentre le attività nel portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri hanno in genere scadenze più lunghe (cfr. il grafico 9 nella sezione 1.3.1 “Stato patrimoniale”). Il rischio di tasso di interesse su questi portafogli, misurato con l’approccio contabile, è diminuito rispetto al 2022 di riflesso all’andamento delle condizioni di mercato.

Il rischio di tasso di interesse connesso alla valutazione ai prezzi di mercato (mark-to-market) è mitigato attraverso le politiche di allocazione delle attività e i conti di rivalutazione.

La BCE è soggetta anche al rischio di tasso di interesse derivante dai disallineamenti fra il tasso di interesse percepito sulle attività e quello dovuto sulle passività, con conseguente impatto sugli interessi attivi netti. Questo rischio non è connesso direttamente a un particolare portafoglio, ma piuttosto alla struttura complessiva dello stato patrimoniale della BCE e, soprattutto, ai disallineamenti di scadenze e rendimenti fra attività e passività. Oltre a essere incluso nella regolare misurazione del rischio finanziario totale su un orizzonte di un anno, il rischio di tasso di interesse è monitorato utilizzando proiezioni della redditività della BCE su un orizzonte di medio-lungo periodo.

Questa tipologia di rischio è gestita attraverso politiche di allocazione delle attività ed è inoltre mitigata dalla presenza di passività non remunerate nello stato patrimoniale della BCE.

Ciononostante, il rischio di tasso di interesse si è materializzato nel 2023, dando luogo a perdite finanziarie stimate per gli anni successivi, dopo i quali la BCE dovrebbe tornare a conseguire utili in modo duraturo. Le perdite previste sono da ricondurre principalmente alla riduzione degli interessi attivi netti della BCE. Gran parte delle attività a tasso fisso e a medio-lungo termine è stata acquistata quando i tassi di interesse erano molto bassi o pari a zero ed è stata finanziata prevalentemente tramite passività a breve termine, remunerate al tasso sulle ORP. Quando i tassi di interesse hanno iniziato ad aumentare a metà del 2022, il costo delle passività ha superato gli interessi percepiti sulle attività. Pertanto, a differenza dell’esercizio precedente, sono stati registrati interessi passivi netti anziché interessi attivi netti.

I rischi associati al cambiamento climatico sono gradualmente integrati nel sistema di gestione dei rischi della BCE. Nel 2022 l’Eurosistema ha condotto la prima prova di stress del rischio climatico sul proprio bilancio[20], che ha consentito di ottenere una stima preliminare dell’impatto di questo rischio sullo stato patrimoniale della BCE. In futuro tali prove di stress saranno condotte con cadenza regolare; la prossima è prevista per il 2024.

1.4.2 Rischio operativo

Le politiche e il quadro di riferimento per la gestione dei rischi operativi (operational risk management, ORM) presso la BCE[21], nonché la loro approvazione, sono di competenza del Comitato esecutivo. Il Comitato per i rischi operativi (Operational Risk Committee, ORC) assiste il Comitato esecutivo nell’assolvimento della sua funzione di supervisione sulla gestione dei rischi operativi. L’ORM è parte integrante della struttura di governance[22] e dei processi gestionali della BCE.

La principale finalità del quadro di riferimento per l’ORM presso la BCE è contribuire ad assicurare che la Banca realizzi la missione e gli obiettivi stabiliti, tutelando la propria reputazione e le proprie attività da perdite, abusi e danni. Nell’ambito del quadro di riferimento per l’ORM ogni area funzionale della BCE ha il compito di individuare, valutare e monitorare i propri rischi operativi e i relativi controlli, predisporre piani di risposta e segnalare gli incidenti. In tale contesto la politica di tolleranza al rischio della BCE dà indicazioni in merito alle strategie di risposta e alle procedure di accettazione del rischio. Essa è connessa a una matrice del rischio 5x5 basata su una scala di classificazione dell’impatto e della probabilità che utilizza criteri quantitativi e qualitativi.

Il contesto in cui opera la BCE è esposto a minacce sempre più complesse e interconnesse ed è ampia la gamma dei rischi operativi associati alle sue attività ordinarie. Le principali aree di criticità per la BCE comprendono un vasto spettro di rischi non finanziari connessi alle persone, ai sistemi, ai processi e agli eventi esterni. Pertanto, la BCE si è dotata di processi che facilitano la gestione efficace e continua dei propri rischi operativi e integrano le informazioni sui rischi nel processo decisionale. Inoltre, la BCE continua a dedicare particolare attenzione al rafforzamento della propria resilienza, adottando un approccio di ampio respiro rispetto ai rischi e alle opportunità in una prospettiva completa, comprendente aspetti relativi alla sostenibilità. Sono stati predisposti piani e strutture di emergenza per assicurare la continuità operativa delle funzioni critiche aziendali in caso di necessità.

1.4.3 Rischio di condotta

Per far fronte al rischio di condotta[23] la BCE si è dotata di un apposito Ufficio di conformità e governance investito della funzione fondamentale di gestione dei rischi per il rafforzamento dell’assetto di governance della Banca. La finalità dell’Ufficio è assistere il Comitato esecutivo nel tutelare l’integrità e la reputazione della BCE, promuovere principi etici di comportamento e rafforzare l’obbligo di rendere conto del proprio operato e la trasparenza da parte della Banca. Un Comitato etico indipendente fornisce consulenza e indicazioni alle alte cariche della BCE in tema di integrità e condotta e coadiuva il Consiglio direttivo nella gestione dei rischi a livello dirigenziale in maniera adeguata e coerente. Sul piano dell’Eurosistema e del Meccanismo di vigilanza unico (MVU), il Comitato per l’etica e la conformità (Ethics and Compliance Committee, ECC) si adopera per conseguire un’attuazione coerente dei modelli di condotta per le BCN e le autorità nazionali competenti (ANC).

Nel 2023 l’ECC ha istituito una task force sul rischio di condotta al fine di comparare le norme in vigore nonché i processi di monitoraggio e di segnalazione in atto presso la BCE, le BCN e le ANC. L’obiettivo della task force è quello di definire criteri minimi comuni e di predisporre un quadro di riferimento basilare per il rischio di condotta da ampliare e consolidare nel corso degli anni.

2 Bilancio della BCE

2.1 Stato patrimoniale al 31 dicembre 2023

ATTIVO

Nota n.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Oro e crediti in oro

1

30.419

27.689

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

2

55.876

55.603

Crediti verso l’FMI

2.1

2.083

1.759

Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero

2.2

53.793

53.844

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

2.2

1.450

1.159

Altri crediti denominati in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

3

17

12

Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

4

425.349

457.271

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

4.1

425.349

457.271

Crediti interni all’Eurosistema

5

125.378

125.763

Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

5.1

125.378

125.763

Altre attività

6

34.739

31.355

Immobilizzazioni materiali e immateriali

6.1

1.023

1.105

Altre attività finanziarie

6.2

22.172

21.213

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

6.3

552

783

Ratei e risconti attivi

6.4

10.905

7.815

Varie

6.5

88

438

Perdita dell’esercizio

1.266

-

Totale attivo

674.496

698.853

Nota: i totali riportati negli schemi di bilancio e nelle tavole delle note possono non quadrare per effetto degli arrotondamenti. Le cifre 0 e (0) indicano importi positivi o negativi arrotondati a zero, mentre il trattino (-) indica zero.

PASSIVO

Nota n.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Banconote in circolazione

7

125.378

125.763

Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

8

4.699

17.734

Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti
nell’area dell’euro

9

20.622

63.863

Amministrazioni pubbliche

9.1

143

48.520

Altre passività

9.2

20.479

15.343

Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

10

23.111

78.108

Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

11

24

-

Depositi, saldi e altre passività

11.1

24

-

Passività interne all’Eurosistema

12

445.048

355.474

Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali

12.1

40.671

40.344

Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

12.2

404.377

315.130

Altre passività

13

9.498

5.908

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

13.1

68

430

Ratei e risconti passivi

13.2

8.030

3.915

Varie

13.3

1.401

1.562

Accantonamenti

14

67

6.636

Conti di rivalutazione

15

37.099

36.487

Capitale e riserve

16

8.948

8.880

Capitale

16.1

8.948

8.880

Totale passivo

674.496

698.853

2.2 Conto economico per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2023

Nota n.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Interessi attivi sulle riserve ufficiali

23.1

2.382

798

Interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

23.2

4.817

736

Altri interessi attivi

23.4

56.552

11.001

Interessi attivi

63.751

12.536

Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite

23.3

(1.335)

(201)

Altri interessi passivi

23.4

(69.609)

(11.434)

Interessi passivi

(70.944)

(11.636)

Interessi attivi netti

23

(7.193)

900

Utili e perdite realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

24

(106)

(110)

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

25

(38)

(1.840)

Accantonamenti al/utilizzi del fondo rischi finanziari

6.620

1.627

Risultato netto di operazioni finanziarie, svalutazioni e trasferimenti ai/dai fondi rischi

6.476

(322)

Proventi/spese netti per provvigioni e commissioni

26

650

585

Proventi da azioni e partecipazioni

27

1

1

Altri proventi

28

72

61

Proventi totali netti

6

1.224

Spese per il personale

29

(676)

(652)

Spese di amministrazione

30

(481)

(460)

Ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali

(106)

(103)

Servizi di produzione delle banconote

31

(9)

(9)

Utile/(perdita) dell’esercizio

(1.266)

-

Francoforte sul Meno, 13 febbraio 2024
Banca centrale europea

Christine Lagarde
Presidente

2.3 Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio

Forma e presentazione del bilancio

Il bilancio della BCE è stato predisposto in conformità ai principi e criteri contabili[24] di seguito descritti, che ad avviso del Consiglio direttivo della BCE ne consentono una rappresentazione corretta, riflettendo nel contempo la natura delle attività di una banca centrale.

Principi contabili

Sono stati applicati i seguenti principi contabili: trasparenza e aderenza alla realtà economica, prudenza, considerazione dei fatti successivi alla data di riferimento del bilancio, rilevanza, prospettiva della continuità aziendale (cosiddetta “azienda in funzionamento”), competenza, coerenza e comparabilità.

Rilevazione delle attività e delle passività

Un’attività o una passività è iscritta nello stato patrimoniale solo quando è probabile che i futuri benefici economici ad essa connessi affluiscano alla o defluiscano dalla BCE, sostanzialmente tutti i rischi e i benefici associati sono stati trasferiti alla BCE e il costo o il valore dell’attività ovvero l’ammontare dell’obbligazione può essere misurato in modo attendibile.

Criteri generali

Il bilancio è stato redatto sulla base del criterio del costo storico, adeguato per effettuare la valutazione a prezzi di mercato dei titoli negoziabili (diversi da quelli attualmente detenuti per finalità di politica monetaria), dell’oro e di tutte le altre attività e passività di bilancio e “fuori bilancio” denominate in valuta estera.

Le operazioni su attività e passività finanziarie sono iscritte alla data di regolamento.

Ad eccezione delle operazioni a pronti in titoli, le operazioni su strumenti finanziari denominati in valuta estera sono registrate in conti “fuori bilancio” alla data di contrattazione. Alla data di regolamento le registrazioni “fuori bilancio” sono stornate e le operazioni vengono iscritte in bilancio. Gli acquisti e le vendite di valuta estera incidono sulla posizione netta in valuta alla data di contrattazione; gli utili o le perdite realizzati generati dalle vendite sono altresì calcolati alla data di contrattazione. Gli interessi, i premi e gli sconti maturati sugli strumenti finanziari denominati in valuta estera sono calcolati e registrati su base giornaliera e, pertanto, incidono giornalmente sulla posizione in valuta.

Oro e attività e passività in valuta estera

Le attività e le passività denominate in valuta estera sono convertite in euro al tasso di cambio vigente alla data di riferimento del bilancio. Le rendite e le spese sono convertite al tasso di cambio in essere alla data della loro rilevazione. La valutazione di queste attività e passività viene effettuata separatamente per ogni divisa, considerando sia le poste di bilancio sia quelle “fuori bilancio”.

La valutazione al prezzo di mercato viene condotta distintamente da quella al tasso di cambio.

L’oro è valutato al prezzo di mercato che si registra alla data di riferimento del bilancio. Non si opera alcuna distinzione fra le differenze da valutazione attinenti al prezzo e quelle relative al tasso di cambio. Viene infatti contabilizzata un’unica valutazione sulla base del prezzo in euro per oncia fina di oro, che per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2023 è stato calcolato con riferimento al tasso di cambio dell’euro nei confronti del dollaro statunitense al 29 dicembre.

Il diritto speciale di prelievo (DSP) è composto da un paniere di valute e il suo valore è determinato dalla somma ponderata dei tassi di cambio delle cinque valute principali (dollaro statunitense, euro, renminbi cinese, sterlina britannica e yen giapponese). Le consistenze in DSP detenute dalla BCE sono state convertite in euro al tasso di cambio vigente al 29 dicembre.

Titoli

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria
I titoli attualmente detenuti per finalità di politica monetaria sono contabilizzati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore.

Altri titoli
I titoli negoziabili (diversi da quelli detenuti per finalità di politica monetaria) e le altre attività analoghe sono valutati singolarmente sulla base dei prezzi medi di mercato oppure della relativa curva dei rendimenti alla data di riferimento del bilancio. Le opzioni incorporate nei titoli non sono considerate separatamente ai fini della valutazione. Per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2023 sono stati applicati i prezzi medi di mercato al 29 dicembre.

Le quote dei fondi di investimento negoziabili sono valutate su base netta a livello di fondo, utilizzando il valore patrimoniale netto. Le minusvalenze (non realizzate) su uno specifico fondo non sono compensate con le plusvalenze (non realizzate) su altri fondi.

Le azioni illiquide e tutti gli altri strumenti di capitale detenuti in via permanente a scopo di investimento sono valutati al costo tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore.

Rilevazione delle rendite e delle spese

Le rendite e le spese vengono rilevate nel periodo in cui sono state, rispettivamente, conseguite e sostenute[25]. Gli utili e le perdite realizzati derivanti dalla vendita di valuta estera, oro e titoli sono calcolati sulla base del costo medio dell’attività e vengono iscritti nel conto economico.

Le plusvalenze (non realizzate) non sono imputate al conto economico come componenti positive di reddito e vengono registrate direttamente in un conto di rivalutazione.

Le minusvalenze (non realizzate) sono iscritte nel conto economico se a fine esercizio eccedono le preesistenti rivalutazioni cumulate registrate nel corrispondente conto di rivalutazione. Le minusvalenze (non realizzate) su uno specifico titolo, una specifica valuta o sull’oro non sono compensate con plusvalenze (non realizzate) su altre specie di titoli, valute oppure oro. Qualora tali minusvalenze siano imputate al conto economico, il costo medio viene ridotto in linea con il tasso di cambio o il prezzo di mercato di fine esercizio.

Le perdite durevoli di valore sono esposte nel conto economico e non vengono stornate negli esercizi successivi, salvo il caso in cui la perdita durevole diminuisca e tale diminuzione possa essere ricondotta a un evento osservabile verificatosi in un momento posteriore alla registrazione iniziale della perdita.

I premi e gli sconti sui titoli sono ammortizzati sulla base della vita residua contrattuale dei titoli.

Operazioni temporanee

Mediante queste operazioni la BCE acquista (o vende) attività a pronti con patto di rivendita (o riacquisto) a termine, oppure eroga credito a fronte di una garanzia.

Un’operazione di vendita a pronti con patto di riacquisto a termine consiste nella cessione di titoli a fronte di contante con l’impegno contestuale di riacquistarli dalla controparte a un prezzo concordato e a una data futura prefissata. Tali operazioni sono registrate nel passivo dello stato patrimoniale come depositi garantiti. I titoli oggetto di queste transazioni restano iscritti nella situazione patrimoniale della BCE.

Un’operazione di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine consiste in un acquisto di titoli a fronte di contante con l’impegno contestuale di rivenderli alla controparte a un prezzo concordato e a una data futura prefissata. Tali operazioni sono registrate nell’attivo dello stato patrimoniale come prestiti garantiti, ma non sono incluse nei titoli detenuti dalla BCE.

Le operazioni temporanee, comprese quelle di prestito titoli, condotte nell’ambito di un programma offerto da un’istituzione specializzata sono rilevate nello stato patrimoniale soltanto nel caso in cui la garanzia sia stata fornita in contante e non risulti investita.

Operazioni “fuori bilancio”

Le operazioni “fuori bilancio” in valuta, cioè gli acquisti e le vendite a termine di valuta, gli impegni a termine nell’ambito di swap in valuta e le altre operazioni comportanti lo scambio di una valuta contro un’altra a una data futura, concorrono a determinare la posizione netta in valuta ai fini del calcolo degli utili o delle perdite da cambio.

Le operazioni “fuori bilancio” su tassi di interesse sono valutate separatamente le une dalle altre. I movimenti giornalieri dei margini di variazione dei contratti future aperti su tassi di interesse sono iscritti nel conto economico. La valutazione delle operazioni a termine in titoli è svolta dalla BCE sulla base di metodi comunemente accettati che prevedono l’utilizzo dei prezzi e dei tassi di mercato e dei fattori di sconto osservabili tra le date di regolamento e quella di valutazione.

Immobilizzazioni

Salvo i terreni e le opere d’arte, le immobilizzazioni (comprese quelle immateriali) sono valutate al costo dedotto l’ammortamento. I terreni e le opere d’arte sono valutati al costo. La sede principale della BCE è valutata al costo dedotto l’ammortamento, tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore. Riguardo all’ammortamento della sede principale della BCE, i costi vengono adeguatamente imputati alle varie componenti, che a loro volta sono ammortizzate in base alla rispettiva vita utile stimata. L’ammortamento è calcolato a quote costanti sull’intero periodo atteso di vita utile del bene, a partire dal trimestre successivo alla data in cui questo diviene utilizzabile. Si riporta di seguito la vita utile considerata per le principali categorie di beni.

Edifici

20, 25 o 50 anni

Attrezzature all’interno degli edifici

10 o 15 anni

Impianti tecnici

4, 10 o 15 anni

Computer, relativo hardware/software e automezzi

4 anni

Mobili

10 anni

Riguardo alle spese capitalizzate per opere di rinnovamento dei locali attualmente presi in affitto dalla BCE, il periodo di ammortamento è modificato per tenere conto dei fatti aventi un impatto sulla vita utile attesa del bene in questione.

La BCE effettua una verifica annuale volta ad accertare riduzioni durevoli di valore della sua sede principale e delle attività per il diritto d’uso di immobili adibiti a uffici (cfr. sotto “Leasing”). Qualora si osservi un indicatore e si valuti che un’attività possa avere subito una riduzione durevole di valore, si procede alla stima del valore recuperabile. Una perdita durevole di valore è registrata nel conto economico se il valore recuperabile è inferiore al valore contabile netto.

Le immobilizzazioni con costo inferiore a 10.000 euro sono interamente imputate al conto economico dell’anno di acquisto.

Le immobilizzazioni che, pur soddisfacendo i criteri di capitalizzazione, sono ancora in fase di costruzione o di sviluppo vengono iscritte nella voce di bilancio “Immobilizzazioni in corso”. I costi connessi verranno imputati alle voci pertinenti quando i beni saranno disponibili e pronti all’uso.

Leasing

La BCE può fungere da locatario e da sublocatore.

La BCE nel ruolo di locatario
Per tutti i leasing riguardanti un bene materiale ove la BCE funga da locatario, le relative attività per il diritto d’uso (ossia attività consistenti nel diritto di utilizzo) e passività per leasing sono imputate allo stato patrimoniale alla data di decorrenza del contratto (vale a dire quando l’attività in oggetto è disponibile per l’uso), nelle voci delle rispettive immobilizzazioni, ovvero “Immobilizzazioni materiali e immateriali” e alla voce “Varie” (passivo). Per i leasing che soddisfano i criteri di capitalizzazione ma la cui attività è ancora in fase di costruzione o adeguamento, i costi sostenuti prima della data di decorrenza del contratto sono rilevati alla voce “Immobilizzazioni in corso”.

Le attività per il diritto d’uso sono valutate al costo, dedotto l’ammortamento. Inoltre le attività per il diritto d’uso di immobili adibiti a uffici sono soggette a verifica annuale volta ad accertare eventuali riduzioni durevoli di valore (cfr. sopra “Immobilizzazioni”). L’ammortamento è calcolato a quote costanti dalla data di decorrenza del contratto alla fine della vita utile dell’attività per il diritto d’uso o, se anteriore, al termine della durata del leasing.

La passività per leasing è inizialmente valutata al valore attuale dei futuri pagamenti dovuti per il leasing (includendo soltanto le componenti leasing), attualizzati utilizzando il tasso di finanziamento marginale della BCE. Successivamente la passività per leasing è calcolata al costo ammortizzato in base al criterio dell’interesse effettivo. I relativi interessi passivi sono iscritti alla voce “Altri interessi passivi” del conto economico. La passività per leasing viene rideterminata in caso di modifica dei futuri pagamenti dovuti in seguito alla variazione di un indice o a una nuova valutazione del contratto in essere per altre cause. Ogni rideterminazione della passività per leasing genera una corrispondente rettifica nel valore contabile dell’attività per il diritto d’uso.

I leasing a breve termine, della durata massima di 12 mesi, e quelli di attività di modesto valore, inferiore a 10.000 euro, (coerentemente con la soglia utilizzata per la rilevazione delle immobilizzazioni) sono iscritti come spesa nel conto economico.

La BCE nel ruolo di sublocatore
In tutti i leasing per i quali la BCE funge da sublocatore (ossia locatore intermedio), essa concede a terzi il diritto d’uso sull’attività sottostante (per intero o in parte), mentre resta valido il contratto tra il locatore originario e la BCE (leasing principale). Il sub-leasing è classificato come leasing finanziario o leasing operativo[26], con riferimento all’attività per il diritto d’uso derivante dal contratto di locazione principale, piuttosto che indicando l’attività sottostante.

Le operazioni di sub-leasing in cui la BCE svolge il ruolo sublocatore sono classificate come leasing finanziario e la BCE stralcia (per intero o in parte) dalla voce “Immobilizzazioni materiali e immateriali” l’attività per il diritto d’uso connessa al leasing principale che viene trasferita al sublocatario; i crediti per sub-leasing sono invece iscritti alla voce “Varie” (attivo). L’operazione di sub-leasing non incide sulla passività per leasing connessa al leasing principale.

Alla data di decorrenza del contratto, i crediti per sub-leasing sono inizialmente valutati al valore attuale dei futuri canoni di leasing che saranno maturati dalla BCE, applicando il tasso di attualizzazione utilizzato per il leasing principale. Successivamente i crediti per sub-leasing sono calcolati al costo ammortizzato in base al criterio dell’interesse effettivo. I relativi interessi attivi sono iscritti alla voce “Altri interessi attivi” del conto economico.

Benefici successivi al rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e benefici per la cessazione del rapporto di lavoro erogati dalla BCE

La BCE applica piani a benefici definiti per il proprio personale e i membri del Comitato esecutivo, nonché per i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della Banca.

Il piano pensionistico per il personale è finanziato attraverso le attività detenute in un apposito fondo a lungo termine. I contributi obbligatori della BCE e del personale sono versati nel fondo a benefici definiti. Il personale può versare ulteriori contributi volontari in un fondo a contribuzione definita utilizzabile per l’erogazione di prestazioni integrative[27], che sono determinate dall’ammontare dei contributi volontari e dai rendimenti generati dal loro investimento.

Per i membri del Comitato esecutivo e i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE i benefici successivi al rapporto di lavoro e gli altri benefici a lungo termine non sono finanziati attraverso specifiche attività; ciò avviene anche per i benefici successivi al rapporto di lavoro diversi dalle pensioni e gli altri benefici a lungo termine.

Passività netta per benefici definiti
La passività relativa ai piani a benefici definiti (compresi gli altri benefici a lungo termine e i benefici per la cessazione del rapporto di lavoro) iscritta nello stato patrimoniale alla voce “Varie” (passivo)[28] rappresenta il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti alla data di riferimento del bilancio, meno il fair value (valore equo) delle attività a servizio del piano destinate al finanziamento della relativa obbligazione.

L’obbligazione a benefici definiti è determinata su base annua da attuari indipendenti, con il metodo della proiezione del credito unitario. Il valore corrente dell’obbligazione a benefici definiti è calcolato mediante attualizzazione dei flussi finanziari stimati per il futuro (utilizzando un tasso determinato sui rendimenti di mercato alla data di riferimento del bilancio) relativi a obbligazioni societarie di elevata qualità denominate in euro e caratterizzate da un profilo delle scadenze simile a quello della relativa obbligazione.

Gli utili e le perdite attuariali possono derivare da rettifiche basate sull’esperienza passata (laddove vi siano differenze tra le ipotesi attuariali formulate in precedenza e quanto si è effettivamente verificato) e da modifiche delle ipotesi attuariali.

Costo netto dei benefici definiti
Il costo netto dei benefici definiti è ripartito in componenti rilevate nel conto economico e nel ricalcolo dei benefici successivi al rapporto di lavoro esposto nei “Conti di rivalutazione” dello stato patrimoniale.

L’ammontare netto imputato al conto economico comprende:

  1. il costo previdenziale derivante dalle prestazioni di lavoro correnti a carico dell’esercizio;
  2. il costo previdenziale derivante dalle prestazioni di lavoro passate risultanti dalla modifica del piano;
  3. gli interessi netti sulla passività netta per benefici definiti calcolati al tasso di attualizzazione;
  4. il ricalcolo totale relativo agli altri benefici a lungo termine ed eventualmente ai benefici per la cessazione del rapporto di lavoro a lungo termine[29].

L’ammontare netto esposto nei “Conti di rivalutazione” include:

  1. gli utili e le perdite attuariali sull’obbligazione a benefici definiti;
  2. il rendimento effettivo delle attività del piano, esclusi gli importi compresi negli interessi netti sulla passività netta per benefici definiti;
  3. qualsiasi variazione nell’effetto del massimale di attività, esclusi gli importi compresi negli interessi netti sulla passività netta per benefici definiti.

Questi importi sono valutati annualmente da attuari indipendenti al fine di determinare le passività appropriate da iscrivere in bilancio.

Saldi intra-SEBC e saldi interni all’Eurosistema

I saldi intra-SEBC sono riconducibili principalmente ai pagamenti transfrontalieri in euro interni all’Unione europea (UE) regolati in moneta di banca centrale. Queste operazioni, disposte per la maggior parte da soggetti privati (quali enti creditizi, società e persone fisiche), sono regolate in Target, il sistema transeuropeo automatizzato di trasferimento espresso con regolamento lordo in tempo reale, e danno origine a saldi bilaterali nei conti Target delle banche centrali degli Stati membri dell’UE. Anche i pagamenti effettuati dalla BCE e dalle banche centrali nazionali (BCN) si riflettono in questi conti. Tutti i regolamenti sono aggregati e gestiti automaticamente in modo da costituire parte di una singola posizione per ciascuna BCN nei confronti della BCE. Tali posizioni, appostate nei conti della BCE, rappresentano il credito o debito netto di ciascuna BCN nei confronti del resto del Sistema europeo di banche centrali (SEBC). I movimenti nei conti Target sono rilevati giornalmente nelle registrazioni contabili della BCE e delle BCN.

I saldi interni all’Eurosistema delle BCN dei paesi dell’area dell’euro verso la BCE derivanti da Target, nonché gli altri saldi interni all’Eurosistema denominati in euro (fra cui eventuali conferimenti provvisori dell’utile della BCE alle BCN) sono esposti nella situazione patrimoniale della BCE in un’unica posizione netta attiva o passiva, alla voce “Altri crediti nell’ambito dell’Eurosistema (netti)” oppure “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”. I saldi intra-SEBC delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro nei confronti della BCE, derivanti dalla loro adesione a Target[30], sono iscritti alla voce “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”.

I saldi interni all’Eurosistema rivenienti dall’allocazione delle banconote in euro nell’ambito dell’Eurosistema confluiscono in un’unica posizione netta attiva, alla voce “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema” (cfr. sotto “Banconote in circolazione”).

I saldi interni all’Eurosistema derivanti dal trasferimento di riserve ufficiali alla BCE da parte delle BCN dell’Eurosistema sono denominati in euro e vengono iscritti alla voce “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”.

Banconote in circolazione

L’emissione delle banconote in euro spetta alla BCE e alle BCN dell’area dell’euro, che assieme costituiscono l’Eurosistema[31]. L’ammontare complessivo dei biglietti in euro in circolazione è ripartito fra le banche centrali dell’Eurosistema l’ultimo giorno lavorativo di ogni mese sulla base dello schema di allocazione delle banconote[32].

Alla BCE è stata attribuita una quota pari all’8% del valore totale dei biglietti in euro in circolazione, che viene iscritta nello stato patrimoniale alla voce del passivo “Banconote in circolazione”. La quota della BCE sul totale delle banconote in euro emesse trova contropartita nei crediti nei confronti delle BCN. Tali crediti, di natura fruttifera[33], sono esposti alla voce “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema” (cfr. sopra “Saldi intra-SEBC e saldi interni all’Eurosistema”). Gli interessi attivi su questi crediti confluiscono nella voce “Interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema” del conto economico.

Utile distribuito a titolo di acconto

Un ammontare pari alla somma del reddito riveniente alla BCE dalle banconote in euro in circolazione e del reddito derivante dai titoli detenuti per finalità di politica monetaria acquistati nell’ambito (1) del Programma per il mercato dei titoli finanziari, (2) del terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite, (3) del Programma di acquisto di titoli garantiti da attività, (4) del Programma di acquisto per il settore pubblico, (5) del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica è conferito nel gennaio dell’anno successivo tramite distribuzione provvisoria dell’utile, salvo diversa decisione del Consiglio direttivo[34]. Qualsiasi decisione in tal senso sarà assunta laddove, sulla base di una stima motivata fornita dal Comitato esecutivo, il Consiglio direttivo si attenda che la BCE rilevi nell’esercizio una perdita complessiva oppure un utile inferiore a tali redditi. Il Consiglio direttivo può anche decidere di trasferire questi redditi, in parte o per intero, al fondo rischi finanziari. Inoltre può decidere di dedurre dal reddito riveniente dalle banconote in euro in circolazione da distribuire a gennaio l’ammontare dei costi sostenuti dalla BCE per l’emissione e la gestione operativa delle banconote.

Fatti successivi alla data di chiusura del bilancio

Il valore delle attività e delle passività è oggetto di aggiustamenti relativi a eventi che si manifestano fra la data di riferimento del bilancio della BCE e quella in cui il Comitato esecutivo ne autorizza la presentazione al Consiglio direttivo per l’approvazione, qualora tali eventi incidano in misura significativa sullo stato delle attività e passività alla predetta data di riferimento.

I fatti rilevanti successivi alla data di chiusura del bilancio che non hanno effetti sulle attività e passività a tale data sono riportati nelle note.

Modifiche ai criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio

Nel 2023 non sono state apportate modifiche ai criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio applicati dalla BCE.

Altre informazioni

Ai sensi dell’articolo 27 dello Statuto del SEBC e sulla base di una raccomandazione del Consiglio direttivo, il Consiglio dell’UE aveva inizialmente approvato la designazione della Baker Tilly GmbH & Co. KG Wirtschaftsprüfungsgesellschaft, Düsseldorf (Repubblica federale di Germania) quale revisore esterno della BCE per un periodo di cinque anni fino al termine dell’esercizio finanziario 2022. Nel 2023 il Consiglio dell’UE, sulla base di una raccomandazione del Consiglio direttivo, ha approvato un’estensione di due anni di tale periodo, fino al termine dell’esercizio finanziario 2024.

2.4 Note allo stato patrimoniale

Nota 1 - Oro e crediti in oro

Questa voce include le disponibilità in oro della BCE:

2023

2022

Quantità

Once di oro fino1

16.285.778

16.229.522

Prezzo

Prezzo in dollari per oncia fina di oro

2.063,950

1.819,700

Dollari statunitensi per euro

1,1050

1,0666

Valore di mercato (milioni di euro)

30.419

27.689

1) Pari a 506,5 e 504,8 tonnellate nel 2023 e nel 2022 rispettivamente.

L’aumento del controvalore in euro delle disponibilità in oro della BCE è principalmente dovuto al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro (cfr. “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 15 “Conti di rivalutazione”). Inoltre, a seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia con effetto dal 1° gennaio 2023, la Hrvatska narodna banka ha trasferito alla BCE 56.256 once di oro fino per un controvalore di 96 milioni di euro.

Nota 2 - Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti e non residenti nell’area dell’euro

Nota 2.1 - Crediti verso l’FMI

Questa voce dell’attivo rappresenta la quota di DSP detenuta dalla BCE al 31 dicembre 2023 e ammonta a 2.083 milioni di euro (1.759 milioni nel 2022). Si basa su un accordo volontario di scambio con il Fondo monetario internazionale (FMI) secondo il quale quest’ultimo è autorizzato a eseguire operazioni di vendita e acquisto di DSP contro euro, per conto della BCE, entro un livello minimo e uno massimo di quote detenute. A fini contabili i DSP sono assimilati a una divisa estera (cfr. “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). Le consistenze in DSP della BCE sono aumentate nel 2023, prevalentemente a seguito di un’operazione condotta nel contesto del suddetto accordo volontario di scambio.

Nota 2.2 - Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero e crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

Queste due poste sono rappresentate da saldi presso banche e prestiti denominati in valuta estera, nonché da investimenti in titoli denominati in dollari statunitensi, renminbi cinesi e yen giapponesi.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Crediti nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

Conti correnti

7.161

15.687

(8.526)

Depositi del mercato monetario

474

985

(512)

Investimenti in titoli

46.158

37.172

8.986

Totale dei crediti nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

53.793

53.844

(52)

Crediti nei confronti di residenti nell’area dell’euro

Conti correnti

25

34

(10)

Depositi del mercato monetario

1.426

1.125

301

Totale dei crediti nei confronti di residenti nell’area dell’euro

1.450

1.159

291

Totale

55.243

55.004

239

Nel 2023 il valore totale di queste voci ha registrato un incremento, principalmente a seguito dei proventi percepiti durante l’anno, soprattutto sul portafoglio in dollari statunitensi. Inoltre, a seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia con effetto dal 1° gennaio 2023, la Hrvatska narodna banka ha trasferito alla BCE riserve in valuta denominate in dollari statunitensi per un controvalore di 544 milioni di euro. Tuttavia questo aumento complessivo è stato quasi interamente compensato dal deprezzamento del dollaro statunitense e dello yen giapponese nei confronti dell’euro.

Attività nette in valuta estera[35] detenute dalla BCE:

2023
Valuta estera
in milioni

2022
Valuta estera
in milioni

Dollari statunitensi

52.590

49.590

Yen giapponesi

1.089.844

1.090.312

Renminbi cinesi

4.545

4.440

Nel 2023 non sono stati effettuati interventi sul mercato valutario.

Nota 3 - Altri crediti denominati in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

Al 31 dicembre 2023 questa voce comprende i saldi di conti correnti di residenti nell’area dell’euro per 17 milioni di euro (12 milioni nel 2022).

Nota 4 - Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

Nota 4.1- Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

Al 31 dicembre 2023 questa voce comprende i titoli acquistati dalla BCE nell’ambito del Programma per il mercato dei titoli finanziari (SMP), del terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite (CBPP3), del Programma di acquisto di titoli garantiti da attività (ABSPP), del Programma di acquisto per il settore pubblico (PSPP) e del Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP).

Inizio

Cessazione

Decisione

Gamma dei titoli ammissibili1

Programmi completati/terminati

CBPP12

luglio 2009

giugno 2010

BCE/2009/16

Obbligazioni garantite emesse da residenti nell’area dell’euro

CBPP22

novembre 2011

ottobre 2012

BCE/2011/17

Obbligazioni garantite emesse da residenti nell’area dell’euro

SMP

maggio 2010

settembre 2012

BCE/2010/5

Titoli di debito dei settori pubblico e privato emessi nell’area dell’euro3

Programma di acquisto di attività (PAA)4

CBPP3

ottobre 2014

attivo

BCE/2020/8,
e successive modifiche

Obbligazioni garantite emesse da residenti nell’area dell’euro

ABSPP

novembre 2014

attivo

BCE/2014/45,
e successive modifiche

Tranche mezzanine garantite e senior di titoli garantiti da attività emessi da residenti nell’area dell’euro

PSPP

marzo 2015

attivo

BCE/2020/9

Obbligazioni emesse da amministrazioni centrali, regionali o locali di paesi dell’area dell’euro, nonché da agenzie riconosciute, organizzazioni internazionali e banche multilaterali di sviluppo situate nell’area dell’euro

CSPP5

giugno 2016

attivo

BCE/2016/16,
e successive modifiche

Obbligazioni e carta commerciale emesse da società non bancarie situate nell’area dell’euro

Programma di acquisto per l’emergenza pandemica (PEPP)

PEPP

marzo 2020

attivo

BCE/2020/17,
e successive modifiche

Tutte le categorie di attività idonee nell’ambito del PAA

1) Ulteriori criteri di idoneità per i singoli programmi sono consultabili nelle decisioni del Consiglio direttivo.
2) A fine 2022 e a fine 2023 la BCE non deteneva titoli nell’ambito dei primi due programmi per l’acquisto di obbligazioni garantite (CBPP1 e CBPP2). Tuttavia, nel 2022 la BCE ha registrato ancora interessi attivi su tali portafogli, poiché gli ultimi titoli detenuti nel quadro del CBPP1 e del CBPP2 sono giunti a scadenza rispettivamente a luglio e a settembre 2022.
3) Nell’ambito dell’SMP sono stati acquistati soltanto titoli del debito pubblico emessi dal Tesoro di cinque paesi dell’area dell’euro.
4) I reinvestimenti nell’ambito del Programma di acquisto di attività (PAA) sono stati interrotti a partire dal 1° luglio 2023.
5) La BCE non acquista titoli nell’ambito del CSPP.

Sino alla fine di febbraio 2023[36] l’Eurosistema ha continuato a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza acquistati nel quadro del PAA[37]. Successivamente il portafoglio del PAA è stato ridotto a un ritmo misurato e prevedibile. Sino alla fine di giugno 2023 la riduzione è risultata in media pari a 15 miliardi di euro al mese, poiché l’Eurosistema non ha reinvestito la totalità del capitale rimborsato sui titoli in scadenza. A giugno 2023 il Consiglio direttivo ha deciso[38] di porre fine ai reinvestimenti nell’ambito del PAA a partire da luglio 2023. Successivamente il portafoglio del PAA si è ridotto a seguito della scadenza dei titoli.

Per quanto riguarda il PEPP[39], l’Eurosistema ha continuato a reinvestire integralmente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza acquistati nel corso dell’anno. Il Consiglio direttivo intende[40] continuare a reinvestire interamente il capitale rimborsato sui titoli in scadenza acquistati nell’ambito del PEPP nella prima metà del 2024. Inoltre intende ridurre il portafoglio del PEPP di 7,5 miliardi di euro al mese, in media, nella seconda parte dell’anno e terminare i reinvestimenti alla fine del 2024. Il Consiglio direttivo continuerà anche a reinvestire in modo flessibile il capitale rimborsato sui titoli in scadenza del portafoglio del PEPP, per contrastare i rischi per il meccanismo di trasmissione della politica monetaria connessi alla pandemia.

I titoli relativi ai programmi menzionati sono valutati al costo ammortizzato tenendo conto di eventuali riduzioni durevoli di valore (cfr. “Titoli” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Il costo ammortizzato dei titoli detenuti dalla BCE e il loro valore di mercato[41] (che non è rilevato nello stato patrimoniale, né nel conto economico ed è riportato solo a fini comparativi) sono indicati nella tavola seguente.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Costo
ammortiz-
zato

Valore
di mercato

Costo
ammortiz-
zato

Valore
di mercato

Costo
ammortiz-
zato

Valore
di mercato

Programmi completati/terminati

SMP

496

522

718

766

(222)

(244)

PAA

CBPP3

23.530

21.490

25.116

22.136

(1.587)

(647)

ABSPP

13.348

13.225

22.895

22.605

(9.547)

(9.379)

PSPP – titoli di Stato/agenzie

224.867

205.847

242.857

213.750

(17.991)

(7.903)

Totale PAA

261.744

240.562

290.868

258.491

(29.124)

(17.930)

PEPP

PEPP – obbligazioni garantite

839

736

769

628

70

108

PEPP – titoli di Stato/agenzie

162.270

143.669

164.916

138.072

(2.646)

5.597

Totale PEPP

163.109

144.405

165.685

138.700

(2.576)

5.705

Totale

425.349

385.489

457.271

397.957

(31.922)

(12.468)

Il costo ammortizzato dei titoli detenuti dalla BCE ha registrato durante l’esercizio le variazioni seguenti.

2022
milioni di euro

Acquisti lordi
milioni di euro

Rimborsi
milioni di euro

Sconto/
(premio) netto1
milioni di euro

2023
milioni di euro

SMP

718

-

(235)

13

496

CBPP3

25.116

1.512

(3.057)

(42)

23.530

ABSPP

22.895

690

(10.142)

(95)

13.348

PSPP – titoli di Stato/agenzie

242.857

10.141

(26.160)

(1.971)

224.867

PEPP – obbligazioni garantite

769

85

(15)

(1)

839

PEPP – titoli di Stato/agenzie

164.916

17.220

(17.922)

(1.945)

162.270

Totale

457.271

29.649

(57.530)

(4.041)

425.349

1) La voce “Sconto/(premio) netto” include gli eventuali utili/(perdite) netti realizzati.

Il Consiglio direttivo valuta periodicamente i rischi finanziari connessi ai portafogli detenuti nell’ambito dei programmi suddetti.

In tale contesto, sulla base dei dati disponibili a fine esercizio, vengono condotte annualmente verifiche sulle eventuali riduzioni durevoli di valore sottoposte poi ad approvazione del Consiglio direttivo. Gli indicatori delle riduzioni durevoli di valore sono valutati separatamente per ciascun programma. Nei casi in cui si osservano tali indicatori, vengono effettuate ulteriori analisi per confermare che i flussi finanziari dei relativi titoli non ne abbiano risentito. Alla luce dei risultati delle verifiche effettuate nel 2023, la BCE non ha registrato perdite sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria.

Il costo ammortizzato dei titoli detenuti dall’Eurosistema è esposto di seguito.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

BCE

BCN dell’area dell’euro

Totale Eurosistema

BCE

BCN dell’area dell’euro

Totale Eurosistema

Programmi completati/terminati

SMP

496

1.901

2.397

718

2.143

2.860

PAA

CBPP3

23.530

262.090

285.620

25.116

276.857

301.973

ABSPP

13.348

-

13.348

22.895

-

22.895

PSPP – titoli di Stato/agenzie

224.867

1.922.907

2.147.774

242.857

2.066.581

2.309.438

PSPP – titoli di istituzioni sovranazionali

-

255.261

255.261

-

275.228

275.228

CSPP

-

323.921

323.921

-

344.119

344.119

Totale PAA

261.744

2.764.180

3.025.924

290.868

2.962.785

3.253.653

PEPP

PEPP – obbligazioni garantite

839

5.197

6.036

769

5.283

6.052

PEPP – titoli di Stato/agenzie

162.270

1.297.397

1.459.667

164.916

1.317.937

1.482.853

PEPP – titoli di istituzioni sovranazionali

-

154.332

154.332

-

145.687

145.687

PEPP – titoli del settore societario

-

45.989

45.989

-

46.074

46.074

Totale PEPP

163.109

1.502.915

1.666.024

165.685

1.514.981

1.680.666

Totale

425.349

4.268.996

4.694.345

457.271

4.479.908

4.937.179

Nota: i dati per le “BCN dell’area dell’euro” sono preliminari e suscettibili di revisione, nel cui caso si determinerebbe anche una corrispondente variazione dei dati per il “Totale Eurosistema”.

Nota 5 - Crediti interni all’Eurosistema

Nota 5.1 - Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

In questa voce di bilancio confluiscono i crediti della BCE nei confronti delle BCN dei paesi dell’area dell’euro relativi all’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema (cfr. “Banconote in circolazione” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). Al 31 dicembre 2023 si registrava un importo di 125.378 milioni di euro (125.763 milioni nel 2022). La remunerazione di tali crediti è calcolata su base giornaliera all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali (cfr. la nota 23.2 “Interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema”).

Nota 6 - Altre attività

Nota 6.1 - Immobilizzazioni materiali e immateriali

Queste attività comprendono le seguenti voci:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Costo

Terreni e fabbricati

1.014

1.007

7

Attività per il diritto d’uso di immobili

315

296

19

Attrezzature all’interno degli edifici

222

222

-

Computer (hardware e software)

142

140

1

Impianti, mobili e automezzi

111

110

1

Attività per il diritto d’uso di impianti

2

3

(1)

Immobilizzazioni in corso

0

5

(5)

Altre immobilizzazioni

11

11

(0)

Costo totale

1.818

1.796

22

Fondo di ammortamento

Terreni e fabbricati

(227)

(204)

(23)

Attività per il diritto d’uso di immobili

(197)

(152)

(45)

Attrezzature all’interno degli edifici

(144)

(128)

(16)

Computer (hardware e software)

(129)

(120)

(9)

Impianti, mobili e automezzi

(92)

(82)

(11)

Attività per il diritto d’uso di impianti

(2)

(2)

(0)

Altre immobilizzazioni

(3)

(3)

(0)

Fondo di ammortamento totale

(795)

(690)

(104)

Valore netto contabile totale

1.023

1.105

(82)

Con riferimento alla sede principale della BCE e agli immobili adibiti a uffici iscritti come attività per il diritto d’uso, a fine esercizio è stata condotta una verifica di riduzione durevole di valore che non ha dato luogo ad alcuna perdita.

Nota 6.2 - Altre attività finanziarie

Questa voce è costituita principalmente dal portafoglio a fronte dei fondi propri della BCE, rappresentato in prevalenza dagli investimenti in contropartita del capitale versato della BCE, nonché dai trasferimenti al fondo di riserva generale e al fondo rischi finanziari. Include altresì 3.211 azioni della Banca dei regolamenti internazionali (BRI) rilevate al costo di acquisto pari a 42 milioni di euro e altri conti correnti denominati in euro.

Le componenti di questa voce sono:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Conti correnti in euro

46

38

8

Titoli denominati in euro

20.355

19.280

1.075

Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine in euro

1.730

1.854

(124)

Altre attività finanziarie

42

42

(0)

Totale

22.172

21.213

959

L’incremento netto di questa voce nel 2023 è ascrivibile principalmente (1) al reinvestimento degli interessi attivi generati dal portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri della BCE e (2) all’aumento del valore di mercato dei titoli denominati in euro inclusi in tale portafoglio.

Nota 6.3 - Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

Questa voce si compone soprattutto delle variazioni da valutazione relative alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2023 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Tali variazioni, pari a 552 milioni di euro (783 milioni nel 2022), risultano dalla conversione in euro di queste operazioni ai tassi di cambio vigenti nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte del controvalore in euro che si ottiene dalla conversione delle operazioni al costo medio della rispettiva divisa esistente a tale data (cfr. “Operazioni fuori bilancio” e “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Nota 6.4 - Ratei e risconti attivi

Questa voce è formata dalle seguenti componenti:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Interessi maturati sui saldi Target dovuti dalle BCN

4.955

2.856

2.099

Interessi maturati sui crediti relativi all’allocazione delle banconote in euro

1.429

575

855

Interessi maturati su titoli

3.709

3.640

69

Redditi maturati in relazione alle funzioni di vigilanza

654

594

60

Altri ratei e risconti attivi

158

151

7

Totale

10.905

7.815

3.090

Al 31 dicembre 2023 questa voce include gli interessi attivi maturati sui saldi Target dovuti dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro per il mese di dicembre 2023 (cfr. la nota 12.2 “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”) e gli interessi attivi maturati nei confronti delle BCN dei paesi dell’area dell’euro per l’ultimo trimestre del 2023 sui crediti della BCE relativi all’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema (cfr. la nota 5.1 “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema”). I relativi importi sono stati regolati nel gennaio 2024.

Inoltre comprende gli interessi cedolari maturati sui titoli, inclusi i dietimi di interesse versati al momento dell’acquisto (cfr. la nota 2.2 “Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero e crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”, la nota 4 “Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro” e la nota 6.2 “Altre attività finanziarie”).

I redditi maturati in relazione alle funzioni di vigilanza corrispondono ai contributi per le attività di vigilanza per il periodo 2023, esigibili nel 2024 (cfr. la nota 26 “Proventi/spese netti per provvigioni e commissioni”)[42].

La parte rimanente di questa voce è rappresentata principalmente (1) dagli interessi attivi generati da altri strumenti finanziari, (2) dai redditi maturati in relazione a progetti del SEBC e servizi operativi (cfr. la nota 28 “Altri proventi”) e (3) dai risconti vari.

Nota 6.5 - Varie

Al 31 dicembre 2023 questa voce ammonta a 88 milioni di euro (438 milioni nel 2022). Essa include saldi di vario genere per un importo di 60 milioni di euro (90 milioni nel 2022), rappresentati perlopiù da crediti generati in relazione a progetti del SEBC e servizi operativi (cfr. la nota 28 “Altri proventi”) e saldi connessi al recupero dell’IVA.

Inoltre comprende saldi per 28 milioni di euro (349 milioni nel 2022) relativi alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2023 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Detti saldi risultano dalla conversione in euro delle operazioni al costo medio della rispettiva valuta nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte dei controvalori in euro per i quali sono state inizialmente registrate le operazioni (cfr. “Operazioni fuori bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Nota 7 - Banconote in circolazione

Questa voce, che indica la quota spettante alla BCE (8%) sul totale delle banconote in euro in circolazione (cfr. “Banconote in circolazione” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”), ammonta a 125.378 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (125.763 milioni nel 2022).

Nota 8 - Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

Per il prestito di titoli del settore pubblico acquistati nell’ambito del PSPP e del PEPP, le banche centrali dell’Eurosistema possono accettare in garanzia contante, senza doverlo reinvestire. Per quanto riguarda la BCE, queste operazioni sono condotte tramite un’istituzione specializzata.

Al 31 dicembre 2023 il valore complessivo di queste operazioni di prestito a fronte di garanzie in contante condotte con enti creditizi dell’area dell’euro è pari a 4.699 milioni di euro (17.734 milioni nel 2022). Il contante ricevuto in garanzia è stato depositato sui conti Target. Poiché a fine esercizio il contante risultava non investito, queste operazioni sono state rilevate nello stato patrimoniale (cfr. “Operazioni temporanee” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”)[43].

Nota 9 - Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

Nota 9.1 - Amministrazioni pubbliche

Al 31 dicembre 2023 questa voce ammonta a 143 milioni di euro (48.520 milioni nel 2022) e comprende i depositi della European Financial Stability Facility (EFSF) e del Meccanismo europeo di stabilità (MES). In conformità dell’articolo 21 dello Statuto del SEBC, la BCE può operare come agente finanziario per istituzioni, organi o organismi dell’UE, amministrazioni statali, enti regionali, locali o altri enti pubblici, altri organismi del settore pubblico o imprese pubbliche degli Stati membri.

Nota 9.2 - Altre passività

Questa voce, che comprende i saldi dei sistemi ancillari[44] dell’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB, ammonta a 20.479 milioni di euro al 31 dicembre 2023 (15.343 milioni nel 2022).

Nota 10 - Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

Questa voce è formata dalle seguenti componenti:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Saldi Target

3.854

42.808

(38.954)

Contante ricevuto in garanzia nelle operazioni di prestito titoli

5.637

15.008

(9.372)

Depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario

12.383

19.904

(7.522)

Linee di swap per l’erogazione di liquidità

1.237

388

850

Totale

23.111

78.108

(54.997)

Al 31 dicembre 2023 la componente più ampia di questa voce è rappresentata dai depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario per la Commissione europea, in relazione alla gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE (cfr. la nota 21 “Gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti”).

Questa voce include anche i saldi derivanti dalle operazioni di prestito di titoli del settore pubblico detenuti nell’ambito del PSPP e del PEPP condotte con enti creditizi esterni all’area dell’euro, in cui il contante ricevuto in garanzia è stato depositato sui conti Target (cfr. la nota 8 “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro”).

Inoltre comprende i saldi Target, costituiti dai saldi Target delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro nei confronti della BCE (cfr. “Saldi intra-SEBC e saldi interni all’Eurosistema” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”) e dei sistemi ancillari esterni all’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB. La riduzione registrata nel 2023 è riconducibile alla diminuzione dei saldi dei sistemi ancillari esterni all’area dell’euro.

La parte rimanente di questa voce è rappresentata da un saldo derivante dall’accordo permanente per lo scambio di liquidità nelle reciproche valute concluso con il Federal Reserve System. In questo contesto la Federal Reserve Bank of New York fornisce alla BCE dollari statunitensi mediante operazioni di swap, finalizzate a offrire finanziamenti a breve termine in dollari alle controparti dell’Eurosistema. La BCE attiva simultaneamente operazioni di back-to-back swap con le BCN dei paesi dell’area dell’euro, le quali utilizzano i fondi così ottenuti per eseguire operazioni temporanee di immissione di liquidità in dollari con le controparti dell’Eurosistema. I back-to-back swap danno luogo a saldi interni all’Eurosistema, ossia fra la BCE e le BCN dei paesi dell’area dell’euro. Le operazioni di swap condotte con la Federal Reserve Bank of New York e le BCN dei paesi dell’area dell’euro generano inoltre attività e passività per operazioni a termine che vengono esposte nei conti “fuori bilancio” (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”).

Nota 11 - Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

Nota 11.1 - Depositi, saldi e altre passività

Al 31 dicembre 2023 questa voce consiste in una passività denominata in valuta estera verso non residenti nell’area dell’euro per un importo di 24 milioni di euro (zero nel 2022), che si è generata nell’ambito della gestione delle riserve ufficiali della BCE.

Nota 12 - Passività interne all’Eurosistema

Nota 12.1 - Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali

La voce rappresenta le passività verso le BCN dei paesi dell’area dell’euro derivanti dal trasferimento di riserve ufficiali alla BCE al momento dell’adesione all’Eurosistema. In conformità all’articolo 30.2 dello Statuto del SEBC, questi contributi sono stabiliti in proporzione alle quote di partecipazione delle BCN al capitale sottoscritto della BCE. Il conferimento di riserve valutarie da parte della Hrvatska narodna banka, contestualmente all’adozione della moneta unica da parte della Croazia, ha determinato un incremento di tali passività.

Dal 1° gennaio 2023
milioni di euro

Al 31 dicembre 2022
milioni di euro

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique (Belgio)

1.470

1.470

Deutsche Bundesbank (Germania)

10.635

10.635

Eesti Pank (Estonia)

114

114

Banc Ceannais na hÉireann/Central Bank of Ireland (Irlanda)

683

683

Bank of Greece (Grecia)

998

998

Banco de España (Spagna)

4.811

4.811

Banque de France (Francia)

8.240

8.240

Hrvatska narodna banka (Croazia)

327

-

Banca d’Italia (Italia)

6.854

6.854

Central Bank of Cyprus (Cipro)

87

87

Latvijas Banka (Lettonia)

157

157

Lietuvos bankas (Lituania)

233

233

Banque centrale du Luxembourg (Lussemburgo)

133

133

Bank Ċentrali ta’ Malta/Central Bank of Malta (Malta)

42

42

De Nederlandsche Bank (Paesi Bassi)

2.364

2.364

Oesterreichische Nationalbank (Austria)

1.181

1.181

Banco de Portugal (Portogallo)

944

944

Banka Slovenije (Slovenia)

194

194

Národná banka Slovenska (Slovacchia)

462

462

Suomen Pankki - Finlands Bank (Finlandia)

741

741

Totale

40.671

40.344

Il credito della Hrvatska narodna banka è stato fissato a 327 milioni di euro in modo da assicurare che il rapporto fra tale credito e l’importo complessivo dei crediti delle altre BCN dei paesi dell’area dell’euro fosse pari al rapporto fra la quota attribuita alla Hrvatska narodna banka nello schema di sottoscrizione del capitale della BCE e le quote complessivamente assegnate alle altre BCN dei paesi dell’area dell’euro. La differenza fra il credito e il valore delle attività trasferite (cfr. la nota 1 “Oro e crediti in oro” e la nota 2.2 “Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero e crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”) è stata assimilata ai contributi alle riserve e agli accantonamenti equivalenti alle riserve della BCE al 31 dicembre 2022 dovuti dalla Hrvatska narodna banka ai sensi dell’articolo 48.2 dello Statuto del SEBC (cfr. la nota 14 “Accantonamenti” e la nota 15 “Conti di rivalutazione”).

La remunerazione di tali passività è calcolata su base giornaliera all’ultimo tasso di interesse disponibile – applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali – modificato per tenere conto della componente infruttifera rappresentata dall’oro (cfr. la nota 23.3 “Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite”).

Nota 12.2 - Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

Nel 2023 questa voce include principalmente i saldi Target delle BCN dei paesi dell’area dell’euro nei confronti della BCE (cfr. “Saldi intra-SEBC e saldi interni all’Eurosistema” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Saldo passivo netto Target

404.336

315.090

Saldi Target a credito delle BCN dei paesi dell’area dell’euro

1.616.387

1.830.483

Saldi Target a debito delle BCN dei paesi dell’area dell’euro

(1.212.050)

(1.515.393)

Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema

40

41

Totale

404.377

315.130

L’aumento del saldo passivo netto Target è attribuibile principalmente ai flussi di liquidità in uscita risultanti (1) dai minori depositi del MES e dell’EFSF (cfr. la nota 9.1 “Amministrazioni pubbliche”), (2) dalla diminuzione dei saldi dei sistemi ancillari esterni all’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”) e (3) dalla riduzione del contante ricevuto in garanzia per il prestito di titoli del settore pubblico detenuti nell’ambito del PSPP e del PEPP (cfr. la nota 8 “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro” e la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”). L’impatto di questi fattori è stato parzialmente compensato, soprattutto dai flussi di liquidità in entrata connessi alla scadenza dei titoli nell’ambito del PAA e del PEPP, che sono stati regolati sui conti Target (cfr. la nota 4 “Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro”).

La remunerazione delle posizioni in Target detenute dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro nei confronti della BCE, ad eccezione dei saldi rivenienti dalle operazioni di back-to-back swap finalizzate all’immissione di liquidità in dollari, è calcolata su base giornaliera all’ultimo tasso di interesse disponibile applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali.

Le altre passività nell’ambito dell’Eurosistema includono prevalentemente i depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario per la Commissione europea, in relazione alla gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE (cfr. la nota 21 “Gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti”).

Nota 13 - Altre passività

Nota 13.1 - Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

Questa voce si compone soprattutto delle variazioni da valutazione relative alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2023 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Tali variazioni, pari a 68 milioni di euro (430 milioni nel 2022), risultano dalla conversione in euro di queste operazioni ai tassi di cambio vigenti nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte del controvalore in euro che si ottiene dalla conversione delle operazioni al costo medio della rispettiva divisa esistente a tale data (cfr. “Operazioni fuori bilancio” e “Oro e attività e passività in valuta estera” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Nota 13.2 - Ratei e risconti passivi

Questa voce è formata dalle seguenti componenti:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Interessi maturati sui saldi Target dovuti alle BCN

6.390

3.530

2.860

Interessi maturati sui crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite alla BCE

1.335

201

1.133

Interessi maturati sui depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario

172

94

78

Altri ratei e risconti passivi

134

90

43

Totale

8.030

3.915

4.114

Al 31 dicembre 2023 la voce è rappresentata essenzialmente da due componenti: (1) gli interessi sui saldi Target dovuti alle BCN per dicembre 2023 (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro” e la nota 12.2 “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”) e (2) gli interessi sui crediti relativi alle riserve ufficiali trasferite alla BCE dovuti alle BCN dell’area dell’euro per il 2023 (cfr. la nota 12.1 “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”). I relativi importi sono stati regolati nel gennaio 2024.

Sono inoltre ricompresi in questa voce i ratei di interessi passivi sui depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario (cfr. la nota 9.1 “Amministrazioni pubbliche”, la nota 10 “Passività denominate in euro verso non residenti nell’area dell’euro” e la nota 12.2 “Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)”).

La parte rimanente di questa voce è rappresentata principalmente (1) dagli interessi passivi sui saldi dei sistemi ancillari dell’area dell’euro collegati a Target tramite la componente Target-ECB (cfr. la nota 9.2 “Altre passività”), (2) dai ratei e risconti passivi vari e (3) dagli interessi dovuti sul contante ricevuto in garanzia nelle operazioni di prestito titoli della BCE (cfr. la nota 8 “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro” e la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”).

Nota 13.3 - Varie

Al 31 dicembre 2023 questa voce è pari a 1.401 milioni di euro (1.562 milioni nel 2022). Comprende saldi per un importo di 635 milioni di euro (974 milioni nel 2022) relativi alle operazioni di swap e a termine in valuta in essere al 31 dicembre 2023 (cfr. la nota 20 “Operazioni di swap e a termine in valuta”). Detti saldi risultano dalla conversione in euro delle operazioni al costo medio della rispettiva valuta nel giorno di riferimento per la redazione del bilancio, a fronte dei controvalori in euro per i quali sono state inizialmente registrate le operazioni (cfr. “Operazioni fuori bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

In questa voce confluisce anche una passività per leasing di 117 milioni di euro (141 milioni nel 2022) (cfr. “Leasing” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”).

Tale voce include inoltre la passività netta per benefici definiti della BCE relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine a favore del personale[45], dei membri del Comitato esecutivo e dei membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE. Sono ricompresi anche i benefici per la cessazione del rapporto di lavoro a favore del personale della BCE.

Benefici successivi al rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e benefici per la cessazione del rapporto di lavoro erogati dalla BCE

Stato patrimoniale
Importi iscritti nello stato patrimoniale alla voce “Varie” (passivo) in relazione ai benefici successivi al rapporto di lavoro, agli altri benefici a lungo termine e ai benefici dovuti al personale per la cessazione del rapporto di lavoro[46]:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Personale

CE/CV

Totale

Personale

CE/CV

Totale

Obbligazione a benefici definiti

2.458

35

2.493

1.947

31

1.978

Fair value delle attività a servizio del piano

(1.983)

-

(1.983)

(1.638)

-

(1.638)

Passività netta per benefici definiti iscritta alla voce “Varie” (passivo)

475

35

510

309

31

340

Nota: le colonne “CE/CV” includono gli importi relativi sia al Comitato esecutivo (CE) sia al Consiglio di vigilanza (CV).

Nel 2023 il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti nei confronti del personale, pari a 2.458 milioni di euro (1.947 milioni nel 2022), include gli impegni relativi ai benefici successivi al rapporto di lavoro diversi dalle pensioni e agli altri benefici a lungo termine non finanziati da specifiche attività, per un ammontare di 278 milioni di euro (233 milioni nel 2022). Il valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti nei confronti dei membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza, pari a 35 milioni di euro (31 milioni nel 2022), si riferisce esclusivamente ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine non finanziati attraverso specifiche attività.

Il ricalcolo della passività netta per benefici definiti relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro è rilevato nello stato patrimoniale alla voce del passivo “Conti di rivalutazione”. Per questa voce, nel 2023 gli utili derivanti dal ricalcolo ammontano a 238 milioni di euro (369 milioni nel 2022) (cfr. la nota 15 “Conti di rivalutazione”).

Variazioni dell’obbligazione a benefici definiti, delle attività del piano e dei risultati del ricalcolo
Variazioni del valore attuale dell’obbligazione a benefici definiti:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Personale

CE/CV

Totale

Personale

CE/CV

Totale

Obbligazione a benefici definiti iniziale

1.947

31

1.978

3.165

43

3.209

Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti

101

2

103

164

4

168

Interessi passivi sull’obbligazione

77

1

79

42

1

42

Contributi versati dai partecipanti al piano1

36

0

36

40

0

41

Benefici versati

(30)

(3)

(33)

(38)

(2)

(40)

(Utili)/perdite derivanti dal ricalcolo

327

4

331

(1.426)

(16)

(1.441)

Obbligazione a benefici definiti finale

2.458

35

2.493

1.947

31

1.978

Nota: le colonne “CE/CV” includono gli importi relativi sia al Comitato esecutivo (CE) sia al Consiglio di vigilanza (CV).
1) Saldo comprendente contributi obbligatori e trasferimenti verso e da tali piani. I contributi obbligatori versati dal personale sono pari al 7,4% dello stipendio base, mentre quelli corrisposti dalla BCE ammontano al 20,7%.

Le perdite totali derivanti dal ricalcolo sull’obbligazione a benefici definiti, pari a 331 milioni di euro nel 2023, sono riconducibili principalmente alla diminuzione del tasso di attualizzazione utilizzato, dal 3,9% al 3,4% fra il 2022 e il 2023.

Variazioni del fair value delle attività a servizio del piano ricomprese nel fondo a benefici definiti per il personale:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Fair value iniziale delle attività a servizio del piano

1.638

1.749

Interessi attivi sulle attività del piano

66

23

Utili/(perdite) derivanti dal ricalcolo

189

(228)

Contributi versati dal datore di lavoro

75

71

Contributi versati dai partecipanti al piano

36

40

Benefici versati

(20)

(18)

Fair value finale delle attività a servizio del piano

1.983

1.638

Nel 2023 gli utili da ricalcolo sulle attività a servizio del piano riflettono il fatto che il rendimento effettivo delle quote del fondo è stato più elevato degli interessi attivi ipotizzati sulle attività del piano, sulla base del tasso di attualizzazione assunto dell’3,9%.

Variazioni dei risultati del ricalcolo:

2023
milioni di euro 

2022
milioni di euro

Utili/(perdite) iniziali derivanti dal ricalcolo

369

(799)

Contributi delle BCN aderenti all’Eurosistema1

3

-

Utili/(perdite) sulle attività del piano

189

(228)

Utili/(perdite) sull’obbligazione

(331)

1.441

(Utili)/perdite iscritti nel conto economico

8

(45)

Utili finali derivanti dal ricalcolo registrate nei “Conti di rivalutazione”

238

369

1) A seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia, la Hrvatska narodna banka ha contribuito ai saldi di tutti i conti di rivalutazione della BCE al 31 dicembre 2022, che includono anche gli utili da ricalcolo in essere a decorrere da tale data.

Conto economico
Importi iscritti nel conto economico:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Personale

CE/CV

Totale

Personale

CE/CV

Totale

Costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti

101

2

103

164

4

168

Interessi netti sulla passività netta per benefici definiti

12

1

13

19

1

19

Interessi passivi sull’obbligazione

77

1

79

42

1

42

Interessi attivi sulle attività del piano

(66)

-

(66)

(23)

-

(23)

(Utili)/perdite derivanti dal ricalcolo degli altri benefici a lungo termine e dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro

8

(0)

8

(44)

(0)

(45)

Totale incluso in “Spese per il personale”

121

3

124

138

5

142

Nota: le colonne “CE/CV” includono gli importi relativi sia al Comitato esecutivo (CE) sia al Consiglio di vigilanza (CV).

Gli importi iscritti nel conto economico in relazione al costo previdenziale per le prestazioni di lavoro correnti, agli interessi passivi sull’obbligazione e agli interessi attivi sulle attività del piano sono stimati utilizzando i tassi relativi all’esercizio precedente. Il tasso di attualizzazione applicato è aumentato dall’1,3% al 3,9% tra il 2021 e il 2022, dando luogo nel 2023 a (1) una diminuzione del costo previdenziale per le prestazioni di lavoro, (2) un incremento degli interessi passivi sull’obbligazione e (3) interessi attivi più elevati sulle attività del piano.

Il ricalcolo degli altri benefici a lungo termine e dei benefici per la cessazione del rapporto di lavoro sono imputati al conto economico dell’esercizio corrente, riflettendo i tassi applicabili alla valutazione. L’utilizzo di un tasso di attualizzazione inferiore a fine 2023, pari al 3,4%, ha quindi determinato l’appostamento di una perdita da ricalcolo in quell’esercizio.

Ipotesi principali
Le valutazioni degli attuari indipendenti citate nella presente nota si basano su ipotesi che sono state accettate dal Comitato esecutivo ai fini del trattamento contabile e dell’esposizione in bilancio. Le principali ipotesi adottate per il calcolo della passività relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro e agli altri benefici a lungo termine sono le seguenti:

2023
%

2022
%

Tasso di attualizzazione

3,40

3,90

Rendimento atteso sulle attività del piano1

5,30

4,90

Incrementi generali futuri delle retribuzioni2

2,00

2,00

Incrementi dei trattamenti pensionistici futuri3

1,70

1,70

1) Queste ipotesi sono state impiegate per calcolare la parte dell’obbligazione a benefici definiti della BCE finanziata da attività con garanzia sul capitale.
2) Sono inoltre considerati gli aumenti futuri delle retribuzioni individuali fino all’1,8% l’anno, a seconda dell’età degli iscritti al piano.
3) Conformemente al regolamento sul piano pensionistico della BCE, i trattamenti pensionistici sono soggetti a un incremento annuale. Quest’ultimo è allineato agli incrementi generali delle retribuzioni dei dipendenti della BCE, laddove essi risultino inferiori all’inflazione. Qualora siano superiori, servono da base per il calcolo dell’aumento dei trattamenti pensionistici a condizione che la posizione finanziaria dei piani della BCE lo consenta.

Nota 14 - Accantonamenti

Al 31 dicembre 2023 questa voce include accantonamenti di natura amministrativa per 67 milioni di euro (69 milioni nel 2022). Alla fine del 2022 comprendeva anche un importo di 6.566 milioni di euro del fondo rischi finanziari. A seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia, la Hrvatska narodna banka ha contribuito per 53 milioni di euro a tale fondo con effetto dal 1° gennaio 2023[47], facendo aumentare il suo importo a 6.620 milioni di euro.

L’ammontare del fondo rischi finanziari e l’esigenza stessa di continuare a disporne sono riesaminati con cadenza annuale, sulla base della valutazione della BCE riguardante la propria esposizione a tali rischi e alla luce di una serie di fattori. L’ammontare del fondo, sommato al fondo di riserva generale, non può superare il valore del capitale della BCE versato dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro. Questo fondo è concepito allo scopo di essere utilizzato nella misura ritenuta necessaria dal Consiglio direttivo per ripianare le perdite generate dall’esposizione ai rischi finanziari. A fine 2023 il suo intero ammontare è stato utilizzato per coprire le perdite derivanti dalle esposizioni ai rischi finanziari, portando la perdita dell’esercizio della BCE a 1.266 milioni di euro. Tali perdite sono riconducibili principalmente all’aumento del tasso di interesse applicato dall’Eurosistema nelle aste delle operazioni di rifinanziamento principali, che ha determinato significativi interessi passivi sul saldo passivo netto Target della BCE (cfr. la nota 23.4 “Altri interessi attivi e altri interessi passivi”.

In seguito all’utilizzo del suo intero ammontare, al 31 dicembre 2023 il fondo rischi finanziari risulta pari a zero. Il Consiglio direttivo potrà decidere, nel contesto del suo riesame annuale, di ricostituire tale fondo una volta che la BCE tornerà a registrare utili.

Nota 15 - Conti di rivalutazione

Questa voce comprende principalmente saldi da rivalutazione originati da plusvalenze non realizzate rilevate su attività, passività e strumenti fuori bilancio (cfr. “Rilevazione delle rendite e delle spese”, “Oro e attività e passività in valuta estera”, “Titoli” e “Operazioni fuori bilancio” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio”). È altresì incluso il ricalcolo della passività netta per benefici definiti relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro (cfr. “Benefici successivi al rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e benefici per la cessazione del rapporto di lavoro erogati dalla BCE” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 13.3 “Varie”).

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Oro

26.622

23.794

2.827

Valuta estera

9.842

12.305

(2.462)

Dollari statunitensi

9.624

11.225

(1.601)

Yen giapponesi

206

977

(771)

Renminbi cinesi

9

47

(38)

DSP

4

56

(52)

Altro

0

-

0

Titoli e altri strumenti

397

19

378

Passività netta per benefici definiti relativa ai benefici successivi al rapporto di lavoro

238

369

(131)

Totale

37.099

36.487

611

Nel 2023 i conti di rivalutazione registrano un incremento, ascrivibile prevalentemente al rialzo del prezzo di mercato dell’oro espresso in euro. Inoltre, a seguito dell’adozione della moneta unica da parte della Croazia, la Hrvatska narodna banka ha contribuito a tali saldi per 296 milioni di euro con effetto dal 1° gennaio 2023. Tale incremento è parzialmente compensato dal ridimensionamento dei conti di rivalutazione per la valuta estera, principalmente derivante dal deprezzamento del dollaro statunitense e dello yen giapponese nei confronti dell’euro.

I tassi di cambio utilizzati per la valutazione di fine anno sono:

Tassi di cambio

2023

2022

Dollari statunitensi per euro

1,1050

1,0666

Yen giapponesi per euro

156,33

140,66

Renminbi cinesi per euro

7,8509

7,3582

Euro per DSP

1,2157

1,2517

Euro per oncia fina di oro

1.867,828

1.706,075

Nota 16 - Capitale e riserve

Nota 16.1 - Capitale

Il capitale sottoscritto della BCE è pari a 10.825 milioni di euro.

La Croazia ha adottato la moneta unica il 1° gennaio 2023. In conformità all’articolo 48.1 dello Statuto del SEBC, la Hrvatska narodna banka ha versato un ammontare di 69 milioni di euro al 1° gennaio 2023[48], che rappresenta la rimanente parte della propria quota di sottoscrizione del capitale della BCE. L’ammontare totale del capitale versato della BCE è pertanto aumentato da 8.880 milioni di euro al 31 dicembre 2022 a 8.948 milioni di euro al 1° gennaio 2023, come indicato nella tavola.

Dal 1° gennaio 2023

Al 31 dicembre 2022

Quote di partecipa-zione al capitale
(in %)

Capitale sottoscritto
milioni di euro

Capitale versato
milioni di euro

Quote di partecipa-zione al capitale
(in %)

Capitale sottoscritto
milioni di euro

Capitale versato
milioni di euro

Nationale Bank van België/
Banque Nationale de Belgique (Belgio)

2,9630

321

321

2,9630

321

321

Deutsche Bundesbank (Germania)

21,4394

2.321

2.321

21,4394

2.321

2.321

Eesti Pank (Estonia)

0,2291

25

25

0,2291

25

25

Banc Ceannais na hÉireann/
Central Bank of Ireland (Irlanda)

1,3772

149

149

1,3772

149

149

Bank of Greece (Grecia)

2,0117

218

218

2,0117

218

218

Banco de España (Spagna)

9,6981

1.050

1.050

9,6981

1.050

1.050

Banque de France (Francia)

16,6108

1.798

1.798

16,6108

1.798

1.798

Hrvatska narodna banka (Croazia)

0,6595

71

71

-

-

-

Banca d’Italia (Italia)

13,8165

1.496

1.496

13,8165

1.496

1.496

Central Bank of Cyprus (Cipro)

0,1750

19

19

0,1750

19

19

Latvijas Banka (Lettonia)

0,3169

34

34

0,3169

34

34

Lietuvos bankas (Lituania)

0,4707

51

51

0,4707

51

51

Banque centrale du Luxembourg (Lussemburgo)

0,2679

29

29

0,2679

29

29

Bank Ċentrali ta’ Malta/
Central Bank of Malta (Malta)

0,0853

9

9

0,0853

9

9

De Nederlandsche Bank (Paesi Bassi)

4,7662

516

516

4,7662

516

516

Oesterreichische Nationalbank (Austria)

2,3804

258

258

2,3804

258

258

Banco de Portugal (Portogallo)

1,9035

206

206

1,9035

206

206

Banka Slovenije (Slovenia)

0,3916

42

42

0,3916

42

42

Národná banka Slovenska (Slovacchia)

0,9314

101

101

0,9314

101

101

Suomen Pankki - Finlands Bank (Finlandia)

1,4939

162

162

1,4939

162

162

Totale parziale per le BCN dei paesi dell’area dell’euro

81,9881

8.875

8.875

81,3286

8.804

8.804

Българска народна банка
(Banca nazionale di Bulgaria) (Bulgaria)

0,9832

106

4

0,9832

106

4

Česká národní banka (Repubblica Ceca)

1,8794

203

8

1,8794

203

8

Danmarks Nationalbank (Danimarca)

1,7591

190

7

1,7591

190

7

Hrvatska narodna banka (Croazia)

-

-

-

0,6595

71

3

Magyar Nemzeti Bank (Ungheria)

1,5488

168

6

1,5488

168

6

Narodowy Bank Polski (Polonia)

6,0335

653

24

6,0335

653

24

Banca Naţională a României (Romania)

2,8289

306

11

2,8289

306

11

Sveriges riksbank (Svezia)

2,9790

322

12

2,9790

322

12

Totale parziale per le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro

18,0119

1.950

73

18,6714

2.021

76

Totale

100,0000

10.825

8.948

100,0000

10.825

8.880

Le BCN dei paesi dell’area dell’euro hanno versato integralmente le rispettive quote del capitale sottoscritto.

Le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro sono tenute a versare il 3,75% della rispettiva quota del capitale sottoscritto della BCE quale contributo ai costi operativi della Banca. Le BCN dei paesi non appartenenti all’area non hanno titolo a partecipare alla ripartizione degli utili della BCE, né sono tenute a coprirne le eventuali perdite.

2.5 Operazioni “fuori bilancio”

Nota 17 - Programmi di prestito titoli

Nell’ambito della gestione dei fondi propri, la BCE ha concluso un accordo su un programma di prestito titoli, in base al quale un’istituzione specializzata effettua per conto della BCE tali operazioni.

Inoltre, conformemente alle decisioni del Consiglio direttivo, la BCE ha reso disponibili a fini di prestito titoli le consistenze detenute per finalità di politica monetaria[49].

Tali operazioni di prestito titoli sono rilevate nei conti fuori bilancio, purché siano condotte a fronte di garanzie in contante che risultano investite a fine esercizio[50]. Al 31 dicembre 2023 l’importo relativo a tali operazioni di prestito titoli è pari a 32.791 milioni di euro (11.569 milioni nel 2022). Di questo ammontare, 26.577 milioni di euro (6.637 milioni nel 2022) sono riconducibili al prestito di titoli detenuti per finalità di politica monetaria.

Nota 18 - Future su tassi di interesse

Sono in essere le seguenti operazioni, esposte ai tassi di cambio di fine esercizio:

Future su tassi di interesse in valuta

2023
Valore dei contratti
milioni di euro

2022
Valore dei contratti
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Acquisti

2.207

692

1.515

Vendite

4.142

1.401

2.741

Tali operazioni sono state eseguite nell’ambito della gestione delle riserve in valuta della BCE.

Nota 19 - Operazioni a termine in titoli

Sono in essere le seguenti operazioni, esposte ai tassi di cambio di fine esercizio:

Operazioni a termine in titoli

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Acquisti

45

-

45

Vendite

45

-

45

Tali operazioni sono state eseguite nell’ambito della gestione delle riserve in valuta della BCE.

Nota 20 - Operazioni di swap e a termine in valuta

Gestione delle riserve in valuta
Nell’ambito della gestione delle riserve valutarie della BCE sono state condotte operazioni di swap e a termine in valuta. Le attività e le passività in essere rivenienti da queste operazioni sono rilevate ai tassi di cambio di fine esercizio, come esposto di seguito.

Operazioni di swap e a termine in valuta

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Attività

2.778

3.269

(491)

Passività

2.901

3.541

(639)

Linee di swap per l’erogazione di liquidità
La BCE aderisce a una rete di swap fra banche centrali e ha quindi stipulato accordi per lo scambio di liquidità nelle reciproche valute (linee di swap) con la Bank of Canada, la Bank of England, la Banca del Giappone, il Federal Reserve System e la Banca Nazionale Svizzera. Inoltre ha sottoscritto un accordo bilaterale di swap con la banca centrale della Repubblica popolare cinese. Queste linee di swap prevedono l’erogazione di (1) liquidità in una qualsiasi delle rispettive valute delle suddette banche centrali alle banche dell’area dell’euro, o (2) liquidità in euro alle istituzioni finanziarie dei paesi delle suddette banche centrali. In aggiunta, sono in essere linee di swap con la Danmarks Nationalbank, la Narodowy Bank Polski e la Sveriges riksbank per l’offerta di liquidità in euro alle istituzioni finanziarie dei rispettivi paesi. Queste linee di swap sono intese a soddisfare il fabbisogno di liquidità per contrastare eventuali disfunzioni del mercato e, quindi, per ridurre al minimo il rischio di effetti avversi di propagazione nei mercati finanziari e nelle economie dell’area dell’euro[51].

L’offerta di liquidità in dollari statunitensi alle controparti dell’Eurosistema (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”) ha dato luogo ad attività e passività in dollari con data di scadenza nel 2024.

Nota 21 - Gestione delle operazioni di assunzione e concessione di prestiti

Anche nel 2023 la BCE è stata responsabile della gestione dei conti e del trattamento dei pagamenti in relazione alle operazioni di assunzione e concessione di prestiti dell’UE nel quadro del Meccanismo di sostegno finanziario a medio termine, del Meccanismo europeo di stabilizzazione finanziaria e dell’accordo di prestito in favore della Grecia.

In risposta alla pandemia di COVID-19, l’UE ha concesso prestiti agli Stati membri nell’ambito del suo strumento di sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione in un’emergenza (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency, SURE). Tale strumento ha cessato di essere disponibile il 31 dicembre 2022, ma le relative emissioni consistevano in titoli con scadenze da 5 a 30 anni. Nel 2023 l’UE ha inoltre continuato a fornire sostegno sotto forma di finanziamenti non rimborsabili e prestiti agli Stati membri nel quadro del programma Next Generation EU (NGEU), istituito al fine di rilanciare la ripresa economica nell’UE, promuovendo al tempo stesso la transizione verso un’economia verde e digitale nell’Unione. Nel 2023 l’UE ha anche fornito sostegno all’Ucraina tramite prestiti nell’ambito di un nuovo programma di assistenza macrofinanziaria (MFA+). La BCE ha coadiuvato la Commissione europea nella gestione delle operazioni connesse ai suddetti strumenti.

Nel 2023 la BCE ha eseguito i pagamenti relativi alle suddette operazioni.

Nota 22 - Passività potenziali derivanti da cause pendenti

Azioni giudiziarie sono state intentate nei confronti della BCE in relazione all’esercizio delle sue funzioni di vigilanza su Banca Carige S.p.A. (Banca Carige). Con una causa gli azionisti di Banca Carige invocano un risarcimento finanziario da parte della BCE a fronte di presunti danni risultanti da varie condotte di quest’ultima nell’esercizio delle sue funzioni di vigilanza su Banca Carige, consistenti sia in omissioni sia in azioni lesive. La sentenza sarà emessa alla luce di una serie di fattori, fra cui gli esiti di cause correlate. In una di queste, il Tribunale dell’UE ha ritenuto, con sentenza del 12 ottobre 2022, che il provvedimento di amministrazione straordinaria della BCE nei confronti di Banca Carige fosse privo di opportuno fondamento giuridico in base a quanto previsto dal diritto italiano. Il Tribunale dell’UE ha pertanto annullato il provvedimento di amministrazione straordinaria della BCE nei confronti di Banca Carige nonché la prima proroga di tale decisione nel 2019. La BCE è tuttavia ricorsa in appello contro la sentenza del Tribunale dell’UE dinanzi alla Corte di giustizia dell’UE, che può ancora rigettarla. È stato inoltre avviato un ricorso di annullamento in relazione a due ulteriori decisioni della BCE concernenti la proroga della durata dell’amministrazione straordinaria. Il procedimento è ancora in corso.

2.6 Note al conto economico

Nota 23 - Interessi attivi netti

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Interessi attivi netti sulle riserve valutarie

2.382

798

1.583

Interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

4.817

736

4.081

Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite

(1.335)

(201)

(1.133)

Altri interessi passivi netti

(13.057)

(433)

(12.624)

Interessi attivi netti

(7.193)

900

(8.093)

Nota 23.1 - Interessi attivi sulle riserve ufficiali

Questa voce comprende interessi attivi, al netto di quelli passivi, relativi alle riserve valutarie nette della BCE.

Sono esposti di seguito gli interessi attivi/passivi netti per tipologia di strumento.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Conti correnti

82

22

60

Depositi del mercato monetario

129

51

78

Operazioni di vendita a pronti con patto di riacquisto a termine

-

(0)

0

Operazioni di acquisto a pronti con patto di rivendita a termine

271

148

122

Titoli

1.745

513

1.232

Operazioni a termine e di swap in valuta

155

64

91

Interessi attivi netti sulle riserve valutarie

2.382

798

1.583

Sono riportati di seguito gli interessi attivi/passivi netti per valuta.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Dollari statunitensi

2.298

771

1.527

Yen giapponesi

(2)

(4)

2

Renminbi cinesi

13

14

(0)

DSP

73

18

54

Interessi attivi netti sulle riserve valutarie

2.382

798

1.583

Nota 23.2 - Interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

La voce comprende gli interessi attivi derivanti dalla quota (8%) assegnata alla BCE sul totale delle banconote in euro emesse (cfr. “Banconote in circolazione” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” e la nota 5.1 “Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema”). Nel 2023 gli interessi attivi risultano pari a 4.817 milioni di euro (736 milioni nel 2022); il loro incremento è riconducibile a un tasso medio sulle operazioni di rifinanziamento principali più elevato in questo esercizio rispetto al precedente (3,8% nel 2023 contro 0,6% nel 2022).

Nota 23.3 - Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite

Questa voce rileva la remunerazione corrisposta alle BCN dei paesi dell’area dell’euro sui crediti relativi al trasferimento di riserve ufficiali alla BCE (cfr. la nota 12.1 “Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali”). Nel 2023 gli interessi passivi risultano pari a 1.335 milioni di euro (201 milioni di euro nel 2022). L’incremento è riconducibile a un tasso medio sulle operazioni di rifinanziamento principali più elevato in questo esercizio rispetto al precedente (3,8% nel 2023 contro 0,6% nel 2022).

Nota 23.4 - Altri interessi attivi e altri interessi passivi

Gli altri interessi attivi e gli altri interessi passivi sono esposti nella tavola seguente.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Interessi passivi netti sui saldi Target dovuti dalle/alle BCN

(14.236)

(2.075)

(12.161)

Interessi attivi/(passivi) netti sui titoli detenuti per finalità di politica monetaria

3.467

1.534

1.933

CBPP1 e CBPP2

-

2

(2)

SMP1

49

65

(16)

CBPP3

179

120

59

ABSPP

642

140

502

PSPP

1.997

1.310

686

PEPP

600

(103)

703

Interessi attivi/(passivi) netti sulle operazioni di prestito2

(308)

80

(388)

Interessi attivi netti sul portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri

627

57

571

Interessi passivi netti sui depositi accettati dalla BCE nel ruolo di agente finanziario

(1.953)

(150)

(1.803)

Interessi attivi/(passivi) netti su altre attività/passività

(655)

121

(776)

Altri interessi passivi netti

(13.057)

(433)

(12.624)

1) Gli interessi attivi netti della BCE rivenienti dalle consistenze dell’SMP in titoli di Stato greci ammontano a 31 milioni di euro (43 milioni nel 2022).
2) Gli interessi attivi/(passivi) netti sulle operazioni di prestito di titoli detenuti per finalità di politica monetaria includono anche gli interessi attivi/(passivi) sul contante ricevuto in garanzia.

Nota 24 - Utili e perdite realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

La tavola seguente presenta gli utili e le perdite realizzati su operazioni finanziarie.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Perdite nette da prezzo realizzate

(117)

(351)

234

Utili netti realizzati da cambio e su oro

11

241

(230)

Perdite nette realizzate su operazioni finanziarie

(106)

(110)

4

Le perdite nette da negoziazione comprendono gli utili e le perdite realizzati su titoli e su future su tassi di interesse. Nel 2023 le perdite nette da negoziazione sono riconducibili principalmente al trattamento contabile dell’ammortamento dei premi e degli sconti in relazione ai rimborsi dei titoli del portafoglio dell’ABSPP[52].

La tavola seguente presenta gli utili e le perdite realizzati su operazioni finanziarie con una scomposizione per valuta e per trimestre.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

1° trim.

2° trim.

3° trim.

4° trim.

Totale

1° trim.

2° trim.

3° trim.

4° trim.

Totale

Utili/(perdite) netti da prezzo realizzati

Dollari statunitensi

41

22

(64)

(20)

(21)

(9)

(87)

(76)

(88)

(260)

Yen giapponesi

(5)

4

(1)

(4)

(5)

(1)

(3)

1

(2)

(4)

Renminbi cinesi

0

0

0

(0)

0

2

2

2

0

6

Euro

(42)

(21)

(16)

(12)

(91)

(34)

(40)

(9)

(9)

(92)

Totale parziale

(5)

4

(81)

(35)

(117)

(42)

(128)

(82)

(99)

(351)

Utili/(perdite) netti realizzati da cambio e su oro

Dollari statunitensi

0

2

1

5

8

9

20

15

192

236

Yen giapponesi

2

0

0

0

2

1

1

0

3

4

Renminbi cinesi

0

(0)

0

(0)

0

0

0

0

0

0

Altro

0

0

0

0

0

0

0

(0)

0

0

Totale parziale

2

3

1

5

11

10

21

15

195

241

Totale

(3)

7

(80)

(30)

(106)

(32)

(107)

(67)

96

(110)

Nota 25 - Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

La tavola seguente riporta le svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Perdite da prezzo non realizzate su titoli

(38)

(1.840)

1.802

Perdite da cambio non realizzate

-

(0)

0

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

(38)

(1.840)

1.802

Nel 2023 il valore di mercato di alcuni titoli del portafoglio in dollari statunitensi e del portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri è diminuito, parallelamente all’aumento dei relativi rendimenti, dando luogo a perdite da prezzo non realizzate a fine esercizio. Nel 2022 queste perdite erano risultate considerevolmente maggiori, poiché i rendimenti avevano registrato un incremento significativo, dando luogo a un’ampia riduzione del valore di mercato della maggior parte dei titoli detenuti in tali portafogli a fine esercizio.

Nota 26 - Proventi/spese netti per provvigioni e commissioni

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Provvigioni e commissioni attive

672

606

66

Provvigioni e commissioni passive

(22)

(21)

(1)

Proventi netti da provvigioni e commissioni

650

585

65

Tali proventi sono rappresentati principalmente dai contributi per le attività di vigilanza. Le spese includono soprattutto le commissioni di custodia.

Proventi e spese derivanti dalle funzioni di vigilanza
I proventi relativi alla vigilanza bancaria derivano principalmente dai contributi per le attività di vigilanza. La BCE richiede ai soggetti vigilati contributi annuali per coprire le spese sostenute per poter svolgere le proprie funzioni di vigilanza. Sulla base delle spese effettive annuali sopportate dalla BCE per l’assolvimento dei compiti di vigilanza bancaria, i proventi dei contributi ammontano a 654 milioni di euro nel 2023 (594 milioni nel 2022).

Per determinare l’importo dei contributi da richiedere per le attività di vigilanza, la spesa effettiva è corretta in base agli importi rimborsati alle / ricevuti dalle singole banche in relazione ai precedenti periodi di contribuzione e tiene conto di altre rettifiche, inclusi gli interessi di mora percepiti[53]. A seguito di una rettifica per interessi di mora percepiti nonché per rimborsi netti alle singole banche relativi a precedenti periodi di contribuzione, i contributi annuali a carico dei soggetti vigilati per il periodo di contribuzione 2023 sono di ammontare pressoché equivalente alla spesa effettiva annuale di 654 milioni di euro[54] (cfr. la nota 6.4 “Ratei e risconti attivi”). I contributi dei singoli soggetti vigilati saranno fatturati nel secondo trimestre del 2024[55].

La BCE ha inoltre il potere di comminare sanzioni pecuniarie amministrative ai soggetti vigilati in caso di inosservanza della normativa bancaria dell’UE in materia di requisiti prudenziali (comprese le decisioni di vigilanza della BCE). I relativi proventi non sono considerati ai fini del calcolo dei contributi annuali per le attività di vigilanza, né si tiene conto dei rimborsi di tali sanzioni in caso di modifica o annullamento di precedenti decisioni sanzionatorie. I relativi importi sono invece iscritti nel conto economico della BCE. Nel 2023 i proventi derivanti dalle sanzioni imposte ai soggetti vigilati ammontano a 18 milioni di euro (12 milioni nel 2022).

Proventi della BCE derivanti dalle funzioni di vigilanza:

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Proventi generati dai contributi per le attività di vigilanza

654

594

60

Proventi generati dai contributi a carico dei soggetti o gruppi significativi

626

567

59

Proventi generati dai contributi a carico dei soggetti o gruppi meno significativi

27

27

0

Sanzioni amministrative irrogate

18

12

6

Proventi derivanti dalle funzioni di vigilanza bancaria

671

606

65

Le spese relative alla vigilanza bancaria derivano dalla vigilanza diretta sulle banche significative, dalla supervisione sulla vigilanza delle banche meno significative, nonché dallo svolgimento di compiti trasversali e servizi specialistici. Vi rientrano le spese dirette sostenute dalla funzione di vigilanza della BCE e i costi connessi alle funzioni di supporto necessarie allo svolgimento dei compiti di vigilanza della BCE, per quanto riguarda i servizi afferenti: stabili e impianti; risorse umane; informatica (IT); servizi legali, audit e amministrazione; comunicazione e traduzione; altre attività.

Le spese effettive derivanti dalle funzioni di vigilanza della BCE, recuperate tramite i contributi annuali per le attività di vigilanza per il 2023, ammontano a 654 milioni di euro (594 milioni nel 2022). L’incremento complessivo è stato determinato dall’aumento delle spese per il personale nel 2023. Nell’esercizio precedente tali spese erano state ridotte dagli utili delle valutazioni attuariali relativi agli altri benefici a lungo termine a seguito dell’applicazione di un tasso di attualizzazione significativamente più elevato a fine 2022[56]. Nel 2023 il più elevato numero medio degli addetti alla Vigilanza bancaria della BCE nonché gli incrementi delle retribuzioni hanno altresì contribuito all’aumento delle spese per il personale. Oltre alle maggiori spese per il personale, anche il ritorno ai pieni livelli di attività nella vigilanza bancaria dopo la pandemia ha inciso sull’aumento complessivo delle spese relative ai compiti di vigilanza.

Nota 27 - Proventi da azioni e partecipazioni

Nel 2023 in questa voce è esposto il dividendo di 1 milione di euro (1 milione nel 2022) ricevuto dalla BCE sulle azioni della BRI (cfr. la nota 6.2 “Altre attività finanziarie”).

Nota 28 - Altri proventi

Nel 2023 questa voce, pari a 72 milioni di euro (61 milioni nel 2022), include prevalentemente gli altri proventi generati dai contributi delle BCN partecipanti ai costi sostenuti dalla BCE in relazione a progetti del SEBC e servizi operativi.

Nota 29 - Spese per il personale

La tavola seguente presenta le spese per il personale.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Stipendi e indennità1

528

487

41

Costi assicurativi per il personale

25

23

2

Benefici successivi al rapporto di lavoro, altri benefici a lungo termine e benefici per la cessazione del rapporto di lavoro

124

142

(19)

Spese per il personale

676

652

25

1) Gli stipendi e le indennità sono essenzialmente basati sullo schema retributivo dell’UE e sono quindi confrontabili con esso.

Il numero medio dei dipendenti, espresso in unità equivalenti a tempo pieno[57], è pari a 4.222 (4.136 nel 2022), di cui 380 in posizioni dirigenziali (373 nel 2022).

Gli stipendi e le indennità hanno registrato un incremento, dovuto al più elevato numero medio di dipendenti della BCE, prevalentemente nella vigilanza bancaria, nonché agli aumenti delle retribuzioni. Tale incremento è in parte compensato dai minori costi relativi ai benefici successivi al rapporto di lavoro, risultanti in prevalenza dal più elevato tasso di attualizzazione impiegato per la valutazione del costo previdenziale per le prestazioni di lavoro correnti per il 2023[58] (cfr. la nota 13.3 “Varie”).

Retribuzioni dei membri del Comitato esecutivo e del Consiglio di vigilanza
I membri del Comitato esecutivo e i membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE ricevono uno stipendio base e un’indennità di residenza. Anziché beneficiare di un’indennità specifica, il Presidente usufruisce di una residenza. I membri del Comitato esecutivo e il Presidente del Consiglio di vigilanza ricevono inoltre un’indennità di rappresentanza. In conformità delle Condizioni di impiego del personale della Banca centrale europea, i membri dei due organi possono percepire assegni familiari, assegni per i figli a carico, indennità scolastiche e altre indennità a seconda delle circostanze individuali. Gli stipendi sono soggetti all’imposta su tali emolumenti prevista dall’UE, nonché a deduzioni a titolo di contributi per il piano pensionistico, per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine. Le indennità non sono imponibili né pensionabili.

Nel 2023 gli stipendi base dei membri del Comitato esecutivo e dei membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE (ossia esclusi i rappresentanti delle autorità nazionali di vigilanza) sono stati i seguenti[59].

2023
euro

2022
euro

Christine Lagarde (Presidente)

444.984

427.560

Luis de Guindos Jurado (Vicepresidente)

381.444

366.504

Philip R. Lane (Membro del Comitato esecutivo)

317.856

305.400

Fabio Panetta (Membro del Comitato esecutivo fino al 31 ottobre 2023)

264.880

305.400

Isabel Schnabel (Membro del Comitato esecutivo)

317.856

305.400

Frank Elderson (Membro del Comitato esecutivo)

317.856

305.400

Piero Cipollone (Membro del Comitato esecutivo dal 1° novembre 2023)

52.976

-

Totale per il Comitato esecutivo

2.097.852

2.015.664

Totale per il Consiglio di vigilanza (membri dipendenti della BCE)1

1.374.853

1.225.887

di cui:

Andrea Enria (Presidente del Consiglio di vigilanza)

317.856

305.400

Totale

3.472.705

3.241.551

1) Nel totale è inclusa la remunerazione del Presidente del Consiglio di vigilanza e di quattro rappresentanti della BCE. Frank Elderson non riceve alcun compenso aggiuntivo in quanto Vicepresidente del Consiglio di vigilanza. Nel 2022 ha inciso sul totale uno scarto temporale fra la cessazione delle funzioni di Pentti Hakkarainen e l’insediamento di Anneli Tuominen nella stessa posizione, mentre nel 2023 tutti i membri rappresentanti la BCE al Consiglio di vigilanza sono stati in carica senza interruzioni.

In totale le indennità corrisposte ai membri dei due organi e i contributi versati dalla BCE a loro favore per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine sono pari a 1.169.703 euro (1.110.618 euro nel 2022).

Ai precedenti membri dei due organi possono essere erogati pagamenti transitori per un periodo limitato successivo al termine del mandato. Nel 2023 tali pagamenti, i relativi sussidi e i contributi versati dalla BCE per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine sono stati pari complessivamente a 365.864 euro (742.892 euro nel 2022). La riduzione di tali pagamenti è da attribuire principalmente al minor numero di ex membri beneficiari nel 2023 rispetto al 2022.

Le prestazioni connesse alle pensioni, incluse le indennità successive al rapporto di lavoro, e i contributi versati per l’assicurazione contro malattie e infortuni e per l’assistenza a lungo termine in favore degli ex membri o di persone a loro carico ammontano a 2.670.313 euro (1.095.737 euro nel 2022)[60]. L’importo relativo al 2023 comprende un ammontare forfettario che è stato liquidato a un ex membro alla cessazione del mandato, in sostituzione di una pensione mensile futura.

Nota 30 - Spese di amministrazione

La tavola seguente presenta le spese di amministrazione.

2023
milioni di euro

2022
milioni di euro

Variazione
milioni di euro

Locazione, manutenzione degli immobili e utenze

52

54

(2)

Spese relative al personale

67

60

7

Spese per l’informatica

137

138

(2)

Servizi esterni

161

151

10

Altre spese

64

57

7

Spese di amministrazione

481

460

20

L’aumento complessivo delle spese di amministrazione registrato nel 2023 è ascrivibile principalmente (1) all’incremento delle spese per consulenze esterne in relazione a operazioni di manutenzione nel settore informatico e a progetti dell’Eurosistema (“Servizi esterni”), (2) al ritorno ai pieni livelli di attività dopo la pandemia, in particolare nella vigilanza bancaria e (3) all’impatto dell’inflazione. Il secondo e il terzo elemento hanno inciso su varie voci di spesa iscritte in questa voce di bilancio.

Nota 31 - Servizi di produzione delle banconote

Nel 2023 questa spesa ammonta a 9 milioni di euro (9 milioni nel 2022). In prevalenza essa deriva dal trasporto transfrontaliero delle banconote in euro fra le officine carte valori e le BCN, per la consegna dei biglietti nuovi, e fra le BCN, per la gestione delle scorte. Questi costi sono sopportati a livello centrale dalla BCE.

2.7 Fatti successivi alla data di chiusura del bilancio

Nota 32 - Adeguamento quinquennale dello schema di sottoscrizione del capitale della BCE

L’articolo 29 dello Statuto del SEBC prevede che le ponderazioni assegnate alle BCN nello schema di sottoscrizione del capitale della BCE siano adeguate con cadenza quinquennale[61]. Dall’istituzione della BCE, il quinto di tali adeguamenti è stato apportato il 1° gennaio 2024, come si evince dalla tavola seguente.

Quote di partecipazione
al capitale
dal 1° gennaio 2024
%

Quote di partecipazione
al capitale
al 31 dicembre 2023
%

Nationale Bank van België/Banque Nationale de Belgique (Belgio)

3,0005

2,9630

Deutsche Bundesbank (Germania)

21,7749

21,4394

Eesti Pank (Estonia)

0,2437

0,2291

Banc Ceannais na hÉireann/Central Bank of Ireland (Irlanda)

1,7811

1,3772

Bank of Greece (Grecia)

1,8474

2,0117

Banco de España (Spagna)

9,6690

9,6981

Banque de France (Francia)

16,3575

16,6108

Hrvatska narodna banka (Croazia)

0,6329

0,6595

Banca d’Italia (Italia)

13,0993

13,8165

Central Bank of Cyprus (Cipro)

0,1802

0,1750

Latvijas Banka (Lettonia)

0,3169

0,3169

Lietuvos bankas (Lituania)

0,4826

0,4707

Banque centrale du Luxembourg (Lussemburgo)

0,2976

0,2679

Bank Ċentrali ta’ Malta/Central Bank of Malta (Malta)

0,1053

0,0853

De Nederlandsche Bank (Paesi Bassi)

4,8306

4,7662

Oesterreichische Nationalbank (Austria)

2,4175

2,3804

Banco de Portugal (Portogallo)

1,9014

1,9035

Banka Slovenije (Slovenia)

0,4041

0,3916

Národná banka Slovenska (Slovacchia)

0,9403

0,9314

Suomen Pankki - Finlands Bank (Finlandia)

1,4853

1,4939

Totale parziale per le BCN dei paesi dell’area dell’euro

81,7681

81,9881

Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria) (Bulgaria)

0,9783

0,9832

Česká národní banka (Repubblica Ceca)

1,9623

1,8794

Danmarks Nationalbank (Danimarca)

1,7797

1,7591

Magyar Nemzeti Bank (Ungheria)

1,5819

1,5488

Narodowy Bank Polski (Polonia)

6,0968

6,0335

Banca Naţională a României (Romania)

2,8888

2,8289

Sveriges riksbank (Svezia)

2,9441

2,9790

Totale parziale per le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro

18,2319

18,0119

Totale

100,0000

100,0000

Effetto sul capitale versato della BCE
La diminuzione complessiva di 0,2200 punti percentuali della ponderazione delle BCN dei paesi dell’area dell’euro (tenute a versare interamente le rispettive quote) nel capitale sottoscritto della BCE, pari a 10.825 milioni di euro, e il corrispondente aumento della ponderazione delle BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro (che versano soltanto il 3,75 per cento delle rispettive quote) hanno determinato una riduzione del capitale versato della BCE di 23 milioni di euro al 1° gennaio 2024.

Effetto sui crediti delle BCN equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali alla BCE
In conformità all’articolo 30.2 dello Statuto del SEBC, i contributi delle BCN al trasferimento delle riserve ufficiali della BCE sono stabiliti in proporzione alle rispettive quote di partecipazione al capitale della Banca. A seguito della diminuzione della ponderazione delle BCN dei paesi dell’area dell’euro (che hanno trasferito riserve ufficiali alla BCE) nel capitale sottoscritto della BCE, il credito equivalente a tali trasferimenti è stato rettificato di conseguenza. Al 1° gennaio 2024 si è quindi registrata una riduzione di 109 milioni di euro, che sono stati restituiti alle BCN dei paesi dell’area dell’euro.

2.8 Bilancio 2019-2023

2.8.1 Stato patrimoniale

ATTIVO

2019
milioni di euro

2020
milioni di euro

2021
milioni di euro

2022
milioni di euro

2023
milioni di euro

Oro e crediti in oro

21.976

25.056

26.121

27.689

30.419

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

51.188

45.971

51.433

55.603

55.876

Crediti verso l’FMI

710

680

1.234

1.759

2.083

Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero

50.478

45.291

50.199

53.844

53.793

Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro

2.637

4.788

2.776

1.159

1.450

Crediti denominati in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

-

1.830

3.070

-

-

Saldi presso banche, investimenti in titoli e prestiti

-

1.830

3.070

-

-

Altri crediti denominati in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

109

81

38

12

17

Titoli denominati in euro emessi da residenti nell’area dell’euro

250.377

349.008

445.384

457.271

425.349

Titoli detenuti per finalità di politica monetaria

250.377

349.008

445.384

457.271

425.349

Crediti interni all’Eurosistema

103.420

114.761

123.551

125.763

125.378

Crediti derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

103.420

114.761

123.551

125.763

125.378

Altre attività

27.375

27.797

27.765

31.355

34.739

Immobilizzazioni materiali e immateriali

1.330

1.262

1.189

1.105

1.023

Altre attività finanziarie

20.633

20.785

21.152

21.213

22.172

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

619

388

620

783

552

Ratei e risconti attivi

2.572

3.390

4.055

7.815

10.905

Varie

2.221

1.970

749

438

88

Perdita dell’esercizio

-

-

-

-

1.266

Totale attivo

457.082

569.292

680.140

698.853

674.496

PASSIVO

2019
milioni di euro

2020
milioni di euro

2021
milioni di euro

2022
milioni di euro

2023
milioni di euro

Banconote in circolazione

103.420

114.761

123.551

125.763

125.378

Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro

1.325

2.559

9.473

17.734

4.699

Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro

20.466

13.700

7.604

63.863

20.622

Amministrazioni pubbliche

18.198

10.012

3.200

48.520

143

Altre passività

2.268

3.688

4.404

15.343

20.479

Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

7.245

11.567

112.492

78.108

23.111

Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro

-

-

-

-

24

Depositi, saldi e altre passività

-

-

-

-

24

Passività interne all’Eurosistema

274.632

378.432

375.136

355.474

445.048

Passività equivalenti al trasferimento di riserve ufficiali

40.344

40.344

40.344

40.344

40.671

Altre passività nell’ambito dell’Eurosistema (nette)

234.288

338.088

334.792

315.130

404.377

Altre passività

2.962

3.095

2.877

5.908

9.498

Differenze da valutazione su operazioni “fuori bilancio”

709

636

568

430

68

Ratei e risconti passivi

66

40

32

3.915

8.030

Varie

2.188

2.419

2.277

1.562

1.401

Accantonamenti

7.586

7.641

8.268

6.636

67

Conti di rivalutazione

29.420

28.235

32.277

36.487

37.099

Capitale e riserve

7.659

7.659

8.270

8.880

8.948

Capitale

7.659

7.659

8.270

8.880

8.948

Utile dell’esercizio

2.366

1.643

192

-

-

Totale passivo

457.082

569.292

680.140

698.853

674.496

Nota: a fini comparativi, gli importi relativi alle sottovoci “Amministrazioni pubbliche” e “Altre passività” delle “Passività denominate in euro nei confronti di altri residenti nell’area dell’euro” sono stati rettificati per il 2019 in linea con la metodologia in uso dal 2020. Per maggiori dettagli in merito a tale modifica si rimanda a “Riclassificazioni” nella sezione 2.3 “Criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio” del Bilancio 2020 della BCE.

2.8.2 Conto economico

2019
milioni di euro

2020
milioni di euro

2021
milioni di euro

2022
milioni di euro

2023
milioni di euro

Interessi attivi sulle riserve ufficiali

1.052

474

197

798

2.382

Interessi attivi derivanti dall’allocazione delle banconote in euro all’interno dell’Eurosistema

-

-

-

736

4.817

Altri interessi attivi

1.828

1.844

1.531

11.001

56.552

Interessi attivi

2.879

2.318

1.728

12.536

63.751

Remunerazione dei crediti delle BCN relativamente alle riserve ufficiali trasferite

-

-

-

(201)

(1.335)

Altri interessi passivi

(193)

(301)

(162)

(11.434)

(69.609)

Interessi passivi

(193)

(301)

(162)

(11.636)

(70.944)

Interessi attivi netti

2.686

2.017

1.566

900

(7.193)

Utili e perdite realizzati rivenienti da operazioni finanziarie

197

342

(6)

(110)

(106)

Svalutazioni di attività e di posizioni finanziarie

(20)

(26)

(133)

(1.840)

(38)

Accantonamenti al/utilizzi del fondo rischi finanziari

84

(48)

(610)

1.627

6.620

Risultato netto di operazioni finanziarie, svalutazioni e trasferimenti ai/dai fondi rischi

260

268

(749)

(322)

6.476

Proventi/spese netti per provvigioni e commissioni

531

520

559

585

650

Proventi da azioni e partecipazioni

1

-

2

1

1

Altri proventi

43

37

56

61

72

Proventi totali netti

3.522

2.842

1.435

1.224

6

Spese per il personale

(566)

(646)

(674)

(652)

(676)

Spese di amministrazione

(476)

(434)

(444)

(460)

(481)

Ammortamento di immobilizzazioni materiali e immateriali

(102)

(106)

(108)

(103)

(106)

Servizi di produzione delle banconote

(12)

(14)

(13)

(9)

(9)

Altre spese

-

-

(5)

-

-

Utile/(perdita) dell’esercizio

2.366

1.643

192

-

(1.266)

Utile distribuito

2.366

1.643

192

-

-

3 Relazione del revisore indipendente

Alla Presidente e al Consiglio direttivo
della Banca centrale europea
Francoforte sul Meno

Relazione sulla revisione del bilancio 2023 della BCE

Parere

Abbiamo esaminato il bilancio della Banca centrale europea (BCE) per l’esercizio terminato il 31 dicembre 2023, comprendente lo stato patrimoniale, il conto economico, nonché una sintesi dei principi contabili rilevanti e altre note illustrative.

A nostro avviso, l’accluso bilancio rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale e finanziaria della BCE al 31 dicembre 2023 e il risultato economico dell’esercizio terminato in tale data conformemente ai principi stabiliti dal Consiglio direttivo. Questi principi sono sanciti nella Decisione (UE) 2016/2247 della BCE, del 3 novembre 2016, sul bilancio della Banca centrale europea (BCE/2016/35), e successive modifiche, che si basa sull’Indirizzo (UE) 2016/2249 della BCE, del 3 novembre 2016, relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2016/34), e successive modifiche.

Elementi alla base del parere

Abbiamo svolto la revisione contabile in conformità ai Principi internazionali di revisione (International Standards on Auditing, ISA). Le nostre responsabilità ai sensi di tali principi sono descritte in maggiore dettaglio nella sezione Responsabilità del revisore per la revisione del bilancio della presente relazione. Siamo indipendenti rispetto alla BCE in conformità ai principi etici applicabili in Germania per la revisione del bilancio, che sono coerenti con il Code of Ethics for Professional Accountants (codice deontologico professionale elaborato dall’International Ethics Standards Board for Accountants), e abbiamo ottemperato alle altre responsabilità etiche in linea con tali principi. Riteniamo di avere acquisito elementi probativi sufficienti e adeguati sui quali basare il nostro parere.

Altre informazioni

Il Comitato esecutivo della BCE (Comitato esecutivo) è responsabile per le altre informazioni fornite nel bilancio della BCE, che includono tutte quelle ivi riportate esclusi lo stato patrimoniale, il conto economico e le relative note nonché la nostra relazione di revisione.

Il nostro parere sul bilancio non ha ad oggetto le altre informazioni e pertanto non esprimiamo alcuna forma di attestazione al riguardo.

Per quanto concerne la revisione del bilancio, è nostra responsabilità prendere visione delle altre informazioni e, in tal modo, valutare se vi sia un’incoerenza di rilievo fra queste e il bilancio oppure se gli elementi conoscitivi da noi ottenuti in sede di revisione o altrimenti acquisiti sembrino essere inficiati da errori significativi.

Responsabilità in materia di bilancio del Comitato esecutivo e dei responsabili delle attività di governance

Il Comitato esecutivo è responsabile della predisposizione del bilancio e della sua corretta rappresentazione conformemente ai principi stabiliti dal Consiglio direttivo. Tali principi sono sanciti nella Decisione (UE) 2016/2247 della BCE, del 3 novembre 2016, sul bilancio della Banca centrale europea (BCE/2016/35), e successive modifiche, che si basa sull’Indirizzo (UE) 2016/2249 della BCE, del 3 novembre 2016, relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2016/34), e successive modifiche. Il Comitato esecutivo è inoltre responsabile del controllo interno ritenuto necessario dallo stesso per consentire che la redazione del bilancio sia esente da dichiarazioni inesatte di rilievo, riconducibili a frode o a errore.

Nella redazione del bilancio il Comitato esecutivo è responsabile per la valutazione della capacità della BCE di operare nella prospettiva di continuazione dell’attività, riportando le informazioni, se opportune, in merito agli aspetti relativi alla continuità aziendale e all’applicazione del principio contabile della continuità aziendale.

Ai responsabili delle attività di governance compete la supervisione del processo di rendicontazione contabile della BCE.

Responsabilità del revisore per la revisione del bilancio

Ci prefiggiamo di acquisire ragionevole certezza che il bilancio nel suo complesso sia esente da dichiarazioni inesatte di rilievo, riconducibili a frode o a errore, e di elaborare una relazione di revisione che esponga il nostro parere. Un grado di ragionevole certezza implica un livello di certezza elevato, tuttavia non garantisce che una revisione condotta in conformità agli ISA consenta sempre di individuare dichiarazioni inesatte di rilievo, se presenti. Una dichiarazione inesatta è ascrivibile a frode o errore ed è considerata di rilievo se sulla base di attese ragionevoli potrebbe, singolarmente o insieme ad altre, influenzare le decisioni economiche assunte dagli utilizzatori sulla scorta del bilancio.

Nell’ambito di una revisione in conformità agli ISA, esercitiamo il nostro giudizio professionale e manteniamo un atteggiamento di scetticismo professionale in tutte le fasi di pianificazione e svolgimento dell’attività di revisione. Inoltre:

  • individuiamo e valutiamo i rischi connessi a dichiarazioni inesatte di rilievo nel bilancio, riconducibili a frode o a errore, definiamo e attuiamo procedure di revisione rispondenti a tali rischi e acquisiamo elementi probativi che forniscano basi sufficienti e adeguate per la formulazione del nostro parere. Il rischio di non individuare una dichiarazione inesatta di rilievo è maggiore se tale dichiarazione è attribuibile a frode anziché a errore, poiché la frode può comportare collusione, falso, omissione intenzionale, rappresentazione inesatta oppure elusione del controllo interno;
  • acquisiamo una comprensione del controllo interno rilevante a fini di revisione per definire procedure appropriate alle circostanze e non per esprimere un parere sull’efficacia del controllo interno stesso;
  • valutiamo l’idoneità dei principi contabili applicati e la ragionevolezza delle stime nonché le relative informazioni fornite dalla dirigenza;
  • formuliamo conclusioni in merito all’idoneità dell’applicazione da parte della dirigenza del principio contabile della continuità aziendale e, sulla base degli elementi probativi ottenuti, in merito alla sussistenza di incertezze di rilievo connesse a fatti o circostanze che possano sollevare seri dubbi sulla capacità della BCE di operare nella prospettiva di continuazione dell’attività. Qualora concludessimo che sussista un’incertezza di rilievo, saremmo tenuti, nella nostra relazione, a richiamare l’attenzione sulle relative informazioni del bilancio o, se tali informazioni non sono adeguate, a modificare il nostro parere. Le nostre conclusioni si basano sugli elementi probativi ottenuti fino alla data della relazione di revisione;
  • valutiamo la presentazione generale, la struttura e il contenuto del bilancio, ivi comprese le informazioni date, e se il bilancio fornisca una rappresentazione corretta delle operazioni e dei fatti ai quali si riferisce.

Siamo tenuti a comunicare con i responsabili delle attività di governance in merito, fra l’altro, alla pianificazione della portata e della tempistica della revisione e ai risultati significativi emersi, ivi comprese le eventuali carenze significative nel controllo interno individuate in sede di revisione.

Francoforte sul Meno, 14 febbraio 2024

Baker Tilly GmbH & Co. KG
Wirtschaftsprüfungsgesellschaft
(Düsseldorf)


Dr. Stefan Wolfgang Fischer
Wirtschaftsprüfer


Maria Brück
Wirtschaftsprüferin

4 Nota sulla distribuzione degli utili / ripartizione delle perdite

La presente nota non costituisce parte integrante del bilancio della BCE per l’esercizio 2023.

Ai sensi dell’articolo 33 dello Statuto del SEBC, l’utile netto della BCE deve essere trasferito nell’ordine seguente:

  1. un importo determinato dal Consiglio direttivo, che non può superare il 20% dell’utile netto, è trasferito al fondo di riserva generale entro un limite pari al 100% del capitale;
  2. il rimanente utile netto è distribuito fra i detentori di quote della BCE in misura proporzionale alle rispettive quote versate[62].

Qualora la BCE subisca una perdita, questa può essere ripianata mediante il fondo di riserva generale della BCE e se necessario, previa decisione del Consiglio direttivo, attingendo al reddito monetario dell’esercizio finanziario pertinente in proporzione e limitatamente agli importi ripartiti tra le BCN in conformità all’articolo 32.5 dello Statuto del SEBC[63].

La perdita della BCE per il 2023, in seguito all’utilizzo dell’intero ammontare del fondo rischi finanziari, è pari a 1.266 milioni di euro (zero nel 2022). Per decisione del Consiglio direttivo, tale perdita sarà portata a nuovo nello stato patrimoniale della BCE e coperta con gli utili degli esercizi successivi.

© Banca centrale europea, 2024

Recapito postale 60640 Frankfurt am Main, Germany
Telefono +49 69 1344 0
Internet www.ecb.europa.eu

Tutti i diritti riservati. È consentita la riproduzione a fini didattici e non commerciali, a condizione che venga citata la fonte.

Per la terminologia tecnica, è disponibile sul sito della BCE un glossario in lingua inglese.

HTML ISBN 978-92-899-6617-7, ISSN 2443-4787, doi:10.2866/458709, QB-BS-24-001-IT-Q


  1. Nel presente documento l’eventuale differenza fra i totali e le somme degli importi oppure fra le percentuali e i valori assoluti è dovuta agli arrotondamenti.

  2. Il “bilancio” in senso stretto comprende lo stato patrimoniale, il conto economico e le relative note. Nell’accezione più ampia include anche la relazione sulla gestione, la relazione del revisore indipendente e la nota sulla distribuzione degli utili / ripartizione delle perdite. Maggiori informazioni sul processo di redazione e approvazione del bilancio sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  3. Nel 2023 le BCN dell’Eurosistema erano 20.

  4. Versione consolidata del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 1) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.

  5. Protocollo (n. 4) sullo Statuto del Sistema europeo di banche centrali e della Banca centrale europea (GU C 202 del 7.6.2016, pag. 230). Il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) comprende la BCE e le BCN di tutti i 27 Stati membri dell’UE.

  6. Il PAA è costituito dal terzo Programma per l’acquisto di obbligazioni garantite (third covered bond purchase programme, CBPP3), dal Programma di acquisto di titoli garantiti da attività (asset-backed securities purchase programme, ABSPP), dal Programma di acquisto per il settore pubblico (public sector purchase programme, PSPP) e dal Programma di acquisto per il settore societario (corporate sector purchase programme, CSPP). La BCE non acquista titoli nell’ambito del CSPP. Maggiori informazioni sul PAA sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  7. Per ulteriori dettagli sul PEPP si rimanda al sito Internet della BCE.

  8. L’ammortamento si fonda sul principio contabile in base al quale il valore dei titoli deve essere aumentato o diminuito via via che si avvicina la rispettiva scadenza, a seconda che siano stati acquistati a un prezzo inferiore o superiore al valore nominale.

  9. Per maggiori informazioni si rimanda al comunicato stampa del 14 dicembre 2023 sulle decisioni del Consiglio direttivo.

  10. Per maggiori informazioni sulle restrizioni relative alle scadenze acquistabili nell’ambito del PAA e del PEPP si rinvia al sito Internet della BCE.

  11. Includono le attività iscritte alle voci “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro - Saldi presso banche e investimenti in titoli, prestiti esteri e altre attività sull’estero” e “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”.

  12. In linea con le raccomandazioni della task force sulle comunicazioni di informazioni finanziarie in relazione al clima, a marzo 2023 la BCE ha pubblicato per la prima volta nel suo sito Internet le informazioni sulla sostenibilità ambientale relative al portafoglio detenuto a fronte dei fondi propri e al portafoglio dei piani pensionistici e ha inoltre annunciato che tali informazioni saranno divulgate ogni anno.

  13. Le spese sostenute dalla BCE per l’assolvimento dei compiti di vigilanza sono recuperate attraverso i contributi annuali a carico dei soggetti vigilati. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  14. In conformità dell’articolo 21 dello Statuto del SEBC, la BCE può operare come agente finanziario per istituzioni, organi o organismi dell’UE, amministrazioni statali, enti regionali, locali o altri enti pubblici, altri organismi del settore pubblico o imprese pubbliche degli Stati membri.

  15. In questa sezione i “conti di rivalutazione” includono le plusvalenze totali risultanti dalla valutazione dell’oro, delle valute estere e dei titoli; non vi rientra invece il conto di rivalutazione relativo ai benefici successivi al rapporto di lavoro.

  16. Tale definizione si applica esclusivamente ai fini della redazione del bilancio della BCE.

  17. I proventi relativi ai contributi per le attività di vigilanza sono inclusi nella voce “Altri proventi e spese” (grafico 13).

  18. L’expected shortfall è la perdita media ponderata per la probabilità che si verifichi il peggiore degli scenari (1-p)%, dove p indica il livello di confidenza.

  19. Ulteriori informazioni sul metodo adottato per la modellizzazione dei rischi sono reperibili nella pubblicazione The financial risk management of the Eurosystem’s monetary policy operations, BCE, luglio 2015.

  20. Gli esiti della prova di stress per le consistenze delle obbligazioni societarie sono stati integrati nelle comunicazioni di informazioni finanziarie in relazione al clima concernenti i titoli detenuti dalle BCN dei paesi dell’area dell’euro nell’ambito del CSPP e del PEPP. La BCE ha iniziato a pubblicare tali informazioni con frequenza annuale a partire da marzo 2023. Per maggiori dettagli si rimanda a Climate-related financial disclosures of the Eurosystem’s corporate sector holdings for monetary policy purposes, BCE, marzo 2023.
    Inoltre, i risultati qualitativi generali della prova di stress sono stati divulgati nel Bollettino economico della BCE. Ulteriori informazioni sono reperibili in Risultati della prova di stress del 2022 sul rischio climatico per il bilancio dell’Eurosistema, Bollettino economico, BCE, n. 2/2023 (disponibile in italiano nel sito Internet della Banca d’Italia).

  21. Il rischio operativo comprende tutti i rischi non finanziari ed è definito come il rischio di un impatto negativo sulle funzioni, sulla reputazione e/o sul patrimonio della BCE riconducibile al personale, all’inadeguata o alla mancata attuazione della governance interna e dei processi operativi, al mancato funzionamento dei sistemi sui quali si reggono i processi, oppure a eventi esterni (ad esempio catastrofi naturali o attacchi esterni).

  22. Ulteriori informazioni sulla struttura di governance della BCE sono reperibili nel suo sito Internet.

  23. La gestione del rischio di condotta, che ha destato crescente attenzione nel settore pubblico e societario, integra la gestione dei rischi finanziari e operativi. Per quanto riguarda la BCE, il rischio di condotta può essere definito come l’esposizione dell’istituzione a danni reputazionali, ma anche a danni patrimoniali o di altra natura che ledono i suoi interessi. Tali danni derivano da atti posti in essere intenzionalmente o per negligenza dalle alte cariche, dai dipendenti o dai contraenti della Banca che non sono conformi alle sue norme etiche, giuridiche e di integrità o ai principi di buona governance e buona amministrazione.

  24. I criteri di rilevazione contabile e di redazione del bilancio della BCE sono definiti in dettaglio nella Decisione (UE) 2016/2247 della BCE, del 3 novembre 2016, sul bilancio della Banca centrale europea (BCE/2016/35) (GU L 347 del 20.12.2016, pag. 1) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.
    Ai fini dell’armonizzazione della rilevazione e rendicontazione contabile delle operazioni dell’Eurosistema, tale decisione si basa sull’Indirizzo (UE) 2016/2249 della BCE, del 3 novembre 2016, relativo al quadro giuridico per la rilevazione e rendicontazione contabile nel Sistema europeo di banche centrali (BCE/2016/34) (GU L 347 del 20.12.2016, pag. 37) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.
    Tali criteri, rivisti e aggiornati periodicamente ove necessario, sono coerenti con il disposto dell’articolo 26.4 dello Statuto del SEBC, che prevede l’armonizzazione delle norme per la rilevazione e la rendicontazione contabile delle operazioni dell’Eurosistema.

  25. Ai ratei e agli accantonamenti di natura amministrativa si applica una soglia minima di 100.000 euro.

  26. Un leasing è classificato come finanziario se trasferisce, sostanzialmente, tutti i rischi e i benefici connessi alla proprietà di un’attività sottostante. Se ciò non si verifica, viene classificato come operativo.

  27. Al momento del pensionamento i fondi accumulati dai membri del personale tramite contributi volontari possono essere destinati all’erogazione di una pensione integrativa, che a decorrere da quella data rientrerà nell’obbligazione a benefici definiti.

  28. Tutti i restanti benefici per la cessazione del rapporto di lavoro connessi allo schema temporaneo di supporto al riorientamento professionale, introdotto dalla BCE nel 2017, sono stati versati nel corso del 2023; di conseguenza, al 31 dicembre 2023 la BCE non registra passività a questo titolo.

  29. Poiché al 31 dicembre 2023 la BCE non registra passività connesse allo schema temporaneo di supporto al riorientamento professionale, non si applica alcun ricalcolo in relazione a questa voce per l’esercizio.

  30. Al 31 dicembre 2023 partecipano a Target le seguenti BCN di paesi non appartenenti all’area dell’euro: Българска народна банка (Banca nazionale di Bulgaria), Danmarks Nationalbank, Narodowy Bank Polski e Banca Naţională a României.

  31. Decisione della BCE, del 13 dicembre 2010, relativa all’emissione delle banconote in euro (BCE/2010/29) (2011/67/UE) (GU L 35 del 9.2.2011, pag. 26) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.

  32. Per “schema di allocazione delle banconote” si intendono le percentuali che risultano tenendo conto della quota della BCE sul totale delle banconote in euro emesse e applicando le quote di capitale sottoscritto alla quota delle BCN in detto totale.

  33. Decisione (UE) 2016/2248 della BCE, del 3 novembre 2016, relativa alla distribuzione del reddito monetario delle banche centrali nazionali degli Stati membri la cui moneta è l’euro (BCE/2016/36) (GU L 347 del 20.12.2016, pag. 26) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.

  34. Decisione (UE) 2015/298 della BCE, del 15 dicembre 2014, relativa alla distribuzione provvisoria del reddito della Banca centrale europea (BCE/2014/57) (GU L 53 del 25.2.2015, pag. 24) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.

  35. Si tratta di attività al netto delle passività denominate nelle divise che sono soggette a valutazione da cambio. Sono iscritte alle voci “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”, “Crediti denominati in valuta estera nei confronti di residenti nell’area dell’euro”, “Ratei e risconti attivi”, “Passività denominate in valuta estera nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”, “Differenze da valutazione su operazioni fuori bilancio” (passivo) e “Ratei e risconti passivi”; inoltre tengono conto delle operazioni a termine e di swap in valuta “fuori bilancio”. Non sono considerate le plusvalenze sugli strumenti finanziari denominati in valuta estera risultanti dalla valutazione a prezzi di mercato.

  36. Cfr. il comunicato stampa del 15 dicembre 2022 sulle decisioni del Consiglio direttivo.

  37. Per ulteriori dettagli sul PAA si rimanda al sito Internet della BCE.

  38. Cfr. il comunicato stampa del 15 giugno 2023 sulle decisioni del Consiglio direttivo.

  39. Per ulteriori dettagli sul PEPP si rimanda al sito Internet della BCE.

  40. Cfr. il comunicato stampa del 14 dicembre 2023 sulle decisioni del Consiglio direttivo.

  41. Il valore di mercato è indicativo ed è ricavato dalle quotazioni di mercato. Se queste non sono disponibili, il prezzo di mercato è stimato applicando modelli interni dell’Eurosistema.

  42. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  43. Le operazioni di prestito titoli che danno luogo a garanzie in contante sono registrate nei conti fuori bilancio se il contante risulta investito a fine esercizio (cfr. la nota 17 “Programmi di prestito titoli”).

  44. I sistemi ancillari sono infrastrutture dei mercati finanziari alle quali il Consiglio direttivo ha consentito l’accesso alla componente Target-ECB, purché soddisfino i requisiti definiti nella Decisione (UE) 2022/911 della BCE, del 19 aprile 2022, relativa ai termini e alle condizioni di Target-ECB e che abroga la decisione BCE/2007/7 (BCE/2022/22) (GU L 163 del 17.6.2022, pag. 1) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui. In base all’ubicazione del gestore i sistemi ancillari sono considerati residenti nell’area dell’euro (cfr. la nota 9.2 “Altre passività”) oppure non residenti nell’area dell’euro (cfr. la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”). Maggiori dettagli sui sistemi ancillari sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  45. I contributi obbligatori della BCE e del personale sono versati esclusivamente nel fondo a benefici definiti. Nel 2023 i versamenti volontari effettuati dal personale nel fondo a contribuzione definita ammontano a 228 milioni di euro (189 milioni nel 2022). Tali versamenti sono investiti in attività a servizio del piano e danno luogo a un’obbligazione corrispondente di pari valore.

  46. Tutti i restanti benefici per la cessazione del rapporto di lavoro connessi allo schema temporaneo di supporto al riorientamento professionale, introdotto dalla BCE nel 2017, sono stati versati nel corso del 2023; di conseguenza, al 31 dicembre 2023 la BCE non registra passività a questo titolo.

  47. Il contributo è stato corrisposto in conformità dell’articolo 48.2 dello Statuto del SEBC.

  48. Decisione (UE) 2023/135 della BCE, del 30 dicembre 2022, relativa al versamento del capitale, al trasferimento di attività di riserva in valuta e al contributo alle riserve e agli accantonamenti della Banca centrale europea da parte della Hrvatska narodna banka (BCE/2022/51) (GU L 17 del 19.1.2023, pag. 94).

  49. Per maggiori informazioni sulle operazioni di prestito titoli si rimanda al sito Internet della BCE.

  50. Se a fine esercizio le garanzie in contante risultano non investite, tali operazioni sono rilevate in bilancio (cfr. la nota 8 “Altre passività denominate in euro verso enti creditizi dell’area dell’euro” e la nota 10 “Passività denominate in euro nei confronti di non residenti nell’area dell’euro”).

  51. Ulteriori dettagli sulle linee di swap per l’erogazione di liquidità sono reperibili nel sito Internet della BCE.

  52. Qualora la data di rimborso effettiva differisca dalla data di scadenza contrattuale (come accade solitamente per l’ABSPP), l’ammontare dei premi e degli sconti non ancora ammortizzato si considera realizzato in misura proporzionale al valore del capitale rimborsato.

  53. Cfr. l’articolo 5, paragrafo 3, del Regolamento (UE) n. 1163/2014 della BCE, del 22 ottobre 2014, sui contributi per le attività di vigilanza (BCE/2014/41) (GU L 311 del 31.10.2014, pag. 23) e successive modifiche. La versione consolidata non ufficiale con l’elenco delle modifiche è disponibile qui.

  54. La decisione della BCE sull’importo complessivo dei contributi annuali per le attività di vigilanza per l’anno 2023 sarà adottata e successivamente pubblicata a metà marzo 2024.

  55. Ulteriori informazioni sono disponibili nel sito Internet della BCE dedicato alla vigilanza bancaria.

  56. Il tasso di attualizzazione utilizzato a fine 2022 è stato pari al 3,9%, contro l’1,3% del 2021.

  57. Unità corrispondente a un dipendente che lavora per un anno a tempo pieno. Si include, in proporzione alle ore lavorate, il personale con contratto a tempo indeterminato e determinato (sia a breve che a lungo termine) e i partecipanti al Graduate Programme della BCE. Vi rientra altresì il personale in congedo maternità e quello assente per periodi di malattia prolungati. Sono invece esclusi i dipendenti in aspettativa non retribuita.

  58. Il costo previdenziale relativo alle prestazioni di lavoro correnti è stimato utilizzando i tassi relativi all’esercizio precedente.

  59. Importi al lordo dell’imposta in favore dell’UE.

  60. Tali prestazioni connesse alle pensioni hanno ridotto l’obbligazione a benefici definiti registrata in bilancio. Per l’importo netto rilevato nel conto economico in relazione alle pensioni degli attuali membri del Comitato esecutivo e degli attuali membri del Consiglio di vigilanza dipendenti della BCE si rimanda alla nota 13.3 “Varie”.

  61. Tali ponderazioni sono inoltre opportunamente modificate ogniqualvolta si verifichi un cambiamento del numero di BCN partecipanti al capitale della BCE, ossia le BCN degli Stati membri dell’UE.

  62. Le BCN dei paesi non appartenenti all’area dell’euro non hanno titolo a partecipare alla ripartizione degli utili, né sono tenute a coprire eventuali perdite della BCE.

  63. Ai sensi dell’articolo 32.5 dello Statuto del SEBC, la somma dei redditi monetari delle BCN viene ripartita tra le stesse in proporzione alle quote versate del capitale della BCE.